Controlli fiscali, l’Agenzia delle Entrate sceglie i bersagli con i nuovi Isa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È stato pubblicato il 22 aprile scorso, e dunque è ormai pienamente operativo, il provvedimento 123160/2026 con cui l’Agenzia delle Entrate – dopo un lungo lavoro di aggiornamento metodologico – ha definito i criteri che trasformano un contribuente qualsiasi in un “potenziale soggetto a rischio”. Nei confronti di questi ultimi scatteranno le verifiche, e il giro di vite si preannuncia massiccio, perché il fisco intende concentrare le proprie risorse non più in modo casuale ma seguendo una mappa statistica precisa.

Il punteggio Isa come spartiacque tra premio e controllo

Alla base della selezione ci sono gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, gli Isa, che per il periodo d’imposta 2025 – e in vista della dichiarazione che verrà presentata nel 2026 – assumono un rilievo inedito. Chi ottiene un punteggio sufficientemente alto, infatti, accede ai benefici del regime premiale; chi invece vi si colloca al di sotto, o comunque mostra scostamenti significativi rispetto agli indicatori attesi, entra nel mirino delle ispezioni. Il provvedimento, a ben vedere, non fa che rendere esplicito un meccanismo già in vigore da anni, ma la novità risiede nella perimetrazione dei criteri di rischio, che vengono ora codificati con un livello di dettaglio prima solo abbozzato.

I nuovi Isa 2026, tra aggiornamenti tecnici e criticità irrisolte

A supporto di questa strategia arriva il Decreto Ministeriale del 31 marzo 2026, che aggiorna gli Isa per il 2025 confermandone – ed anzi rafforzandone – il ruolo non solo valutativo ma apertamente selettivo nel rapporto con il fisco. Si parla di 85 indici aggiornati, un numero che testimonia la complessità del sistema, e di un necessario raccordo con la nuova classificazione Ateco 2025. Tuttavia, non mancano le zone d’ombra: la classificazione delle attività resta talvolta rigida, la multiattività (un professionista o una impresa che svolge più mestieri) viene gestita con difficoltà e la capacità degli Isa di cogliere realtà non standard – come quelle stagionali o fortemente innovative – appare ancora limitata.

Quadro F e regime premiale, le istruzioni restano invariate

Per quanto riguarda la compilazione pratica, le istruzioni del quadro F dei modelli Isa – quello in cui vanno indicati gli elementi contabili indispensabili per il calcolo degli indici – rimangono sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente. Una scelta di continuità che non sorprende, visto che il legislatore ha preferito concentrare le modifiche sui criteri di selezione piuttosto che sulla parte compilativa. Sul fronte dei benefici, invece, l’articolo 9-bis, comma 11, del D.L. 50/2017 elenca i vantaggi riconosciuti ai contribuenti “affidabili”: punteggi sufficienti (anche raggiunti tramite adeguamento spontaneo) aprono la porta a un trattamento fiscale di favore, fermo restando che saranno i successivi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia a fissare ogni anno le soglie minime. Di questo complesso intreccio tra punteggi, adeguamenti e verifiche si occupa, tra gli altri, l’analisi di Sandra Pennacini, che mette l’accento sulla duplice natura – impresa e lavoro autonomo – di molti contribuenti sottoposti al regime Isa.

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