Il viceministro Leo annuncia un decreto omnibus a chiusura della riforma fiscale
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Redazione Economia
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Il percorso di riordino del sistema tributario, dopo le iniziali mosse, guarda già alla sua fase conclusiva. Maurizio Leo, viceministro all'Economia, intervenendo alla convention Telefisco 2026, ha infatti delineato i prossimi passi dell'operazione, sottolineando come l'obiettivo finale sia l'emanazione di un decreto omnibus che raccolga gli ulteriori interventi necessari a completare il quadro della riforma. Una manovra di chiusura che, ha tenuto a precisare Leo, dovrà essere calibrata con scrupolo: "noi dobbiamo essere attenti ai conti pubblici", ha affermato, ribadendo che ogni modifica dovrà avvenire "con risorse ben definite, senza far salti nel buio".
Le novità per lavoratori e aziende al di là della legge di Bilancio
Parallelamente al dibattito sulla riforma strutturale, il finale del 2025 ha visto l'introduzione di una serie di misure pratiche, spesso inserite in provvedimenti diversi dalla manovra finanziaria, che toccano da vicino la vita di aziende e dipendenti. Gli esperti del Sole 24 Ore hanno di recente analizzato questo ventaglio di interventi, che spaziano dagli aspetti più tecnici a quelli della vita quotidiana. Si parla, ad esempio, di quanto accade nella busta paga, con gli aggiustamenti sulle detrazioni e il cosiddetto cuneo fiscale, ma anche di temi come la previdenza complementare e la revisione dei criteri per il calcolo dell'Isee, indicatori che influenzano l'accesso a numerose prestazioni sociali.
Congedi, lavoro notturno e agevolazioni per nuove assunzioni
Il ventaglio delle novità si allarga ulteriormente considerando altri fronti caldi del mondo del lavoro. Sono stati rivisti, infatti, i meccanismi relativi ai congedi parentali e a quelli per malattia, modifiche che intendono conciliare meglio le esigenze personali con quelle produttive. Non sono stati trascurati neppure gli aspetti più operativi, come la disciplina del lavoro notturno, e le politiche attive per l'occupazione, con l'introduzione o il prolungamento di specifici incentivi fiscali destinati a favorire l'assunzione di nuove figure, specialmente in determinati settori o categorie.
Il concordato preventivo e la fragilità per gli studi associati
Sempre dal palco di Telefisco 2026 è giunta un'importante delucidazione di carattere procedurale, che riguarda da vicino i professionisti. È stato chiarito, infatti, come il concordato preventivo biennale stipulato con l'Agenzia delle Entrate presenti una particolare clausola di solidarietà negativa quando a sottoscriverlo è uno studio associato. In questi casi, l'accordo perde la sua efficacia per l'intero consorzio professionale qualora, durante il biennio di riferimento, anche un solo dei soci venga meno ai patti, decadendo dal concordato stesso. Una regola che rende evidentemente più fragile il patto fiscale per queste realtà, demandando a ciascun membro una responsabilità diretta nella tenuta dell'intesa comune.




