Paolo Maldini nuovo dt della Figc, con lui Leonardo: la coppia rossonero alla guida dell'Italia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La Federcalcio italiana volta pagina e lo fa affidandosi a due volti noti del calcio mondiale, capaci di incarnare quel legame tra passato glorioso e futuro da ricostruire: Paolo Maldini, infatti, è stato ufficialmente nominato nuovo direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia, mentre al suo fianco, in qualità di advisor, siederà Leonardo Nascimento de Araújo.
La decisione, maturata nei giorni successivi alla rielezione di Giovanni Malagò alla presidenza federale, avvenuta a fine giugno, ricompone una coppia che già al Milan, tra campo e dirigenza, aveva dimostrato di saper vincere e progettare.
La prima e più urgente missione che attende Maldini, come del resto lo stesso Malagò ha avuto modo di sottolineare, riguarda il rilancio di una Nazionale maggiore che negli ultimi anni ha accumulato un ritardo pesante sul panorama internazionale.
L'Italia, infatti, ha mancato la qualificazione alle ultime tre fasi finali dei Mondiali, quelle del 2018, del 2022 e del 2026, un dato statistico che assume i contorni di una crisi strutturale.
L'exploit europeo del 2021, con la vittoria del trofeo a Wembley, sembra ormai un ricordo lontano e non ha impedito a una squadra che era partita con grandi ambizioni di scivolare progressivamente fuori dall'élite del calcio mondiale; la mancanza di risultati nelle competizioni iridate ha finito per minare la credibilità di un intero movimento, spingendo i vertici federali a cercare una soluzione che non fosse solo di natura tecnica, ma anche progettuale e organizzativa.
Maldini e Leonardo, una storia lunga una vita
La scelta di Maldini e Leonardo non è casuale e affonda le radici in un percorso professionale che li ha visti protagonisti in due epoche diverse ma sempre con lo stesso filo conduttore: il Milan. In campo, i due hanno condiviso lo spogliatoio rossonero per quattro stagioni, dal 1997 al 2001, anni in cui hanno vinto lo scudetto del centenario, e poi ancora in un breve ma significativo ritorno di Leonardo nella stagione 2002-2003, quando il brasiliano vestì nuovamente la maglia del Diavolo dopo esperienze in patria.
Maldini, in quegli anni, era già il capitano e il simbolo indiscusso della squadra, mentre Leonardo, con il suo talento e la sua intelligenza tattica, rappresentava un elemento di raccordo fondamentale tra i reparti. Quell'intesa sul campo si è poi trasformata, col passare degli anni, in una collaborazione dirigenziale che ha portato entrambi a sedersi dalla stessa parte della scrivania, sempre in rossonero, con l'obiettivo di pianificare il futuro del club.
Oggi quella stessa intesa viene riproposta in azzurro, con ruoli ben definiti ma complementari: a Maldini spetta la supervisione dell'intero settore tecnico della Figc, che non si limita alla nazionale maggiore ma abbraccia l'intera filiera delle nazionali giovanili, dalla Under 15 alla Under 21, mentre Leonardo assume il ruolo di advisor, una sorta di consigliere strategico che mette a disposizione la sua straordinaria visione internazionale del calcio.
Leonardo, poliglotta e manager di grande esperienza, ha maturato competenze che vanno ben oltre il campo, avendo ricoperto incarichi di primo piano in club come il Milan, il Paris Saint-Germain e l'Inter, e la sua capacità di leggere il calcio globale si sposa perfettamente con l'esigenza della Figc di recuperare terreno su realtà che negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante.
La prima sfida: individuare il successore di Gattuso
La nuova dirigenza tecnica, però, non avrà il tempo di assestarsi perché il primo compito operativo è già sul tavolo e riguarda la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale maggiore, il successore di Gennaro Gattuso, che lascia la panchina azzurra dopo un ciclo deludente. Maldini e Leonardo, infatti, dovranno individuare rapidamente il profilo giusto per guidare la squadra nel prossimo ciclo, e lo faranno in stretta collaborazione con il presidente Malagò.
Si tratta di una decisione delicata, che dovrà tenere conto non solo delle competenze tecniche dell'allenatore, ma anche della capacità di ricostruire un gruppo e di valorizzare un vivaio che, nonostante le difficoltà, continua a produrre talenti interessanti. La scelta di puntare su Maldini e Leonardo, in questo senso, appare come un tentativo di dare un'impronta chiara e univoca al progetto, affidandolo a due figure che conoscono il calcio ad alto livello e sanno cosa significhi vincere.
La nomina, accolta con favore negli ambienti federali, rappresenta una scommessa importante per il presidente Malagò, che ha fortemente voluto questa soluzione e che, come ha dichiarato in un'intervista televisiva, aveva da subito identificato in Maldini l'obiettivo principale per sovrintendere al settore tecnico. La scelta di affiancargli Leonardo, poi, aggiunge un ulteriore elemento di valore, perché il brasiliano, pur avendo un cuore italiano, porta con sé un bagaglio di esperienze internazionali che può rivelarsi fondamentale per rilanciare l'immagine e la competitività della Nazionale.
L'Italia, insomma, prova a ripartire da una coppia che ha già dimostrato, in passato, di saper vincere: se l'intesa funzionerà anche in Figc, il calcio italiano potrebbe davvero avere una nuova opportunità per tornare a essere protagonista sulla scena mondiale.




