Vaticano, Leone XIV incontra Vance: maglia dei Bears e dialogo sui diritti umani
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Redazione Esteri
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L’udienza privata tra Papa Leone XIV e il vicepresidente americano James David Vance, svoltasi ieri mattina in Vaticano, ha confermato la volontà di entrambi di rafforzare i rapporti bilaterali, senza trascurare i temi più urgenti della politica internazionale. L’incontro, durato circa quaranta minuti, è stato caratterizzato da un gesto simbolico: Vance ha consegnato al pontefice una maglia dei Chicago Bears personalizzata con il nome “Leone XIV”, un omaggio che sottolinea il tono cordiale del colloquio.
Secondo la nota diffusa dalla Santa Sede, i due hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra Chiesa e Stato, concentrandosi in particolare sul rispetto dei diritti umani nelle zone di conflitto. Sebbene non siano stati menzionati esplicitamente scenari specifici, è evidente il riferimento alle crisi in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, che da mesi occupano un posto centrale nella diplomazia vaticana.
Quella di domenica è solo l’ultima di una serie di iniziative che dimostrano l’approccio globale del nuovo papa, il quale, fin dall’inizio del suo pontificato, ha privilegiato il dialogo con le potenze mondiali e le altre confessioni religiose. Poche ore prima dell’arrivo di Vance, Leone XIV aveva infatti incontrato i rappresentanti delle Chiese cristiane e di altre fedi, ribadendo che “oggi è tempo di costruire ponti”, una frase che riassume la sua linea di apertura.
La presenza del segretario di Stato americano Rubio accanto a Vance non è passata inosservata, segnalando l’interesse degli Stati Uniti a mantenere un canale privilegiato con il Vaticano, soprattutto in un momento in cui la guerra in Ucraina e le tensioni in Asia minano la stabilità globale. Del resto, l’amministrazione Trump – che ha sempre cercato un rapporto diretto con le leadership religiose – considera la Santa Sede un interlocutore cruciale per mediare in scenari complessi, dove la diplomazia tradizionale spesso fallisce.
L’agenda di Leone XIV, che nei giorni scorsi aveva dedicato ampio spazio alla crisi ucraina, sembra dunque muoversi su due binari paralleli: da un lato, il sostegno alle popolazioni colpite dai conflitti; dall’altro, la ricerca di una mediazione politica che coinvolga attori spesso distanti, come dimostra l’attenzione riservata alla questione di Nicea, nodo storico e teologico ancora aperto.




