Politica fiscale e ceto medio, un nodo che l'Italia non scioglie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dibattito politico e sindacale italiano ruota, ormai da anni, attorno a un concetto sfuggente eppure costantemente evocato, quello del “ceto medio”, una fascia di contribuenti che, pur sostenendo una fetta considerevole della spesa pubblica attraverso il prelievo fiscale, non riesce a vedere un ritorno adeguato in termini di servizi e benefici. I numeri, del resto, parlano in maniera piuttosto chiara, dipingendo un quadro che sembra essersi cristallizzato: poco più del 7% dei contribuenti, coloro che dichiarano redditi superiori ai cinquantamila euro, è responsabile di quasi la metà del gettito Irpef complessivo. Una concentrazione della pressione tributaria che, se da un lato garantisce le entrate allo Stato, dall'altro alimenta un malessere diffuso, una percezione di squilibrio che i recenti provvedimenti governativi tentano, faticosamente, di affrontare.

La manovra e gli sgravi attesi

Proprio in queste ore, infatti, Governo e maggioranza sono al lavoro sulla nuova Manovra economica, dopo che un vertice di centrodestra tenutosi a Palazzo Chigi ha cercato di definire i contorni di un accordo. L'obiettivo dichiarato, come si apprende da fonti vicine all'esecutivo, è quello di portare il testo del provvedimento in Consiglio dei ministri già nel corso della prossima settimana, probabilmente martedì pomeriggio. Tra gli interventi che si profilano all'orizzonte, alcuni dei quali sembrano destinati a toccare proprio la questione del ceto medio, si parla insistentemente di sgravi fiscali mirati, della possibilità di detassare parzialmente le tredicesime mensilità e di ulteriori misure di sostegno al potere d'acquisto delle famiglie, un tentativo di rispondere a un'esigenza che viene avvertita come sempre più urgente.

La "roulotte" della rottamazione quinquies

In questo contesto, un tema che ritorna con una certa insistenza è quello della cosiddetta rottamazione quinquies, uno strumento di cui il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha nuovamente parlato in occasione dell'audizione sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica. “È un tema su cui crediamo che possa essere data una ultima chance”, ha affermato il Ministro, delineando una strategia che qualcuno ha definito di “bastone e carota”. La logica sembra essere quella di concedere questa ulteriore possibilità di sanare le posizioni fiscali irregolari non a tutti indistintamente, ma solo ai contribuenti “meritevoli”, una categorizzazione della quale, tuttavia, non sono ancora stati svelati i criteri specifici e che rimane, per il momento, oggetto di trattative serrate tra i partiti della coalizione.

Un calendario serrato per l'esecutivo

Il ruolino di marcia che il Governo si è imposto appare dunque particolarmente serrato. L'intesa raggiunta ieri tra i leader della maggioranza prevede di definire sia la manovra che il Documento programmatico di bilancio entro il 15 del mese, una scadenza che impone una accelerazione notevole dei lavori. Nei prossimi giorni, pertanto, si terranno sia gli incontri con le parti sociali – domani toccherà ai sindacati confederali, mentre lunedì sarà la volta di Confindustria – sia una seduta del Consiglio dei ministri dedicata all'argomento. Una tabella di marcia che, se rispettata, permetterebbe allo stesso ministro Giorgetti di recarsi a Washington in tempo per partecipare agli incontri periodici del Fondo monetario internazionale, un appuntamento di rilievo per la finanza globale, senza che i lavori parlamentari subiscinto intoppi.

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