Il governo lavora a una nuova Irpef per il ceto medio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo, forte di un gettito fiscale in netto miglioramento, sta mettendo a punto una nuova fase della riforma dell’Irpef, che avrà come obiettivo principale l’alleggerimento della pressione tributaria per quella fetta di contribuenti il cui reddito annuo si colloca fra i 28.000 e i 60.000 euro. Si tratta, com’è noto, di lavoratori dipendenti e nuclei familiari che, pur non essendo classificabili come agiati, costituiscono una porzione determinante per le entrate complessive dello Stato, versando una quota significativa del totale.

Questa misura, che rappresenta il cuore della prossima manovra economica in fase di elaborazione dopo la pausa estiva, trova un terreno fertile nei dati più recenti della Ragioneria generale dello Stato. Le entrate, infatti, mostrano una crescita robusta: nei primi sei mesi dell’anno si registra un incremento di quasi 34 miliardi, di cui 12,5 miliardi riconducibili ai contributi previdenziali. A trainare la performance, in particolare, sono stati i versamenti Irpef delle dichiarazioni dei redditi, saliti del 34,4%, cui si aggiungono gli avanzi di Ires e Iva.

Il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Federico Freni, intervenuto in occasione del Meeting di Rimini, ha ribadito come «la riduzione della pressione fiscale sia una priorità di questo governo», sottolineando come la prossima Legge di bilancio non potrà prescindere da interventi mirati a «alleggerire ulteriormente il carico che grava su cittadini e imprese». Freni, nel corso dell’intervista, ha poi specificato che non sussiste alcuna contraddizione tra l’operazione di rateizzazione delle cartelle esattive e il taglio delle imposte per la middle class.

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