Referendum 8-9 giugno, ecco cosa c’è in gioco: lavoro e cittadinanza al voto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli italiani saranno chiamati a esprimersi l’8 e il 9 giugno su cinque quesiti referendari, quattro dei quali riguardano il mondo del lavoro mentre l’ultimo tocca il tema della cittadinanza. Si tratta di referendum abrogativi, il che significa che votare "sì" equivale a chiedere l’eliminazione della norma vigente, mentre il "no" ne sancirebbe il mantenimento. I partiti, in queste ore, stanno definendo le loro posizioni, con alcuni che spingono per l’astensione e altri che scendono in campo per sostenere il voto.

Il primo dei quesiti, quello più discusso, riguarda la cittadinanza, ma sono i temi legati al lavoro a catalizzare l’attenzione. Tra questi, spicca la proposta di modifica alle norme sui licenziamenti nelle piccole imprese, contenuta nel secondo quesito. La CGIL, che ha promosso il referendum, chiede l’abrogazione parziale della legge 604 del 1966, confermata anche dal Jobs Act, che limita l’indennizzo per i licenziamenti giudicati illegittimi. Se passasse il "sì", si aprirebbe la strada a un sistema di tutele più esteso, mentre il "no" manterrebbe lo status quo, lasciando invariati i criteri attuali.

Non mancano le iniziative sul territorio, come quella del Movimento 5 Stelle, che domenica scorsa ha organizzato un gazebo a Varese con il consigliere regionale Nicola Di Marco. Il partito, schierato a favore dei quattro referendum sul lavoro, ha scelto di non prendere posizione sul quinto, quello relativo alla cittadinanza, lasciando ai cittadini la libertà di valutare autonomamente.

Intanto, la CGIL rilancia con un appello a partecipare al voto, definendolo un atto necessario per "ridare dignità al lavoro". Le divisioni tra i partiti, però, restano nette: se Pd, Avs e Mov5S spingono per il "sì", Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia invitano all’astensione, mentre formazioni come Noi Moderati si oppongono apertamente. Italia Viva e Azione, invece, adottano posizioni differenziate, sostenendo alcuni quesiti e respingendone altri.

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