A giugno il referendum su cittadinanza e lavoro, mentre cresce l’allarme denatalità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli elettori italiani saranno chiamati a esprimersi l’8 e il 9 giugno sui cinque quesiti referendari promossi dalla Cgil, che riguardano temi cruciali come il lavoro e la cittadinanza. La campagna per il “Sì” – sostenuta non solo dai sindacati ma anche dal Partito Democratico – punta a mobilitare l’elettorato in una battaglia che, secondo i promotori, potrebbe ridisegnare il futuro del Paese. I referendum, infatti, mirano ad abrogare norme legate al Jobs Act, ai licenziamenti facili, alla precarietà dei contratti a termine, oltre a chiedere maggiori tutele per i lavoratori nei subappalti e il riconoscimento della cittadinanza per chi risiede stabilmente in Italia.

La Cgil, che nel 2024 ha raccolto oltre cinque milioni di firme a livello nazionale, ha definito questa consultazione un’occasione per “cambiare in meglio” il sistema, riportando al centro del dibattito pubblico questioni come i diritti dei lavoratori e l’integrazione. Non a caso, il segretario generale Maurizio Landini sarà ad Alessandria il 10 maggio per un incontro pubblico con Andrea Malaguti, direttore de La Stampa, durante il quale spiegherà le ragioni del “Sì”. L’appuntamento, in piazza Marconi alle 16.30, rientra in una strategia di mobilitazione che punta a coinvolgere direttamente i cittadini, “strada per strada”, come sottolineato dalla segreteria provinciale del sindacato.

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