Kevin Costner accusato di violenza sul set: la stuntwoman Devyn LaBella lo denuncia per una scena improvvisata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Kevin Costner, regista, produttore e protagonista di Horizon: An American Saga – Chapter 2, è finito al centro di una controversia giudiziaria dopo la denuncia presentata dalla stuntwoman Devyn LaBella. La donna, specializzata in scene di rischio, lo ha citato in giudizio presso la Corte superiore della California, contea di Los Angeles, sostenendo di essere stata costretta a girare una scena di violenza sessuale non prevista dalla sceneggiatura, senza preavviso, consenso o la presenza di un coordinatore dell’intimità.

Secondo quanto riportato negli atti, durante le riprese del film – uscito nel 2023 – Costner avrebbe improvvisato una sequenza in cui il personaggio interpretato da Ella Hunt subiva un’aggressione. Dopo il rifiuto dell’attrice di girare la scena, LaBella sarebbe stata chiamata come controfigura in condizioni ritenute inaccettabili: "Mi sono sentita umiliata e messa a rischio", ha dichiarato, sottolineando l’assenza di qualsiasi protocollo di sicurezza.

Le accuse, che includono molestie, discriminazione sessuale e creazione di un ambiente di lavoro ostile, sono state respinte con fermezza da Costner, il quale le ha definite "prive di fondamento". Tuttavia, il caso riapre il dibattito sulle pratiche adottate a Hollywood, soprattutto dopo l’introduzione di norme più stringenti in seguito al movimento #MeToo.

La vicenda giudiziaria, che coinvolge anche le società di produzione legate all’attore, potrebbe avere ripercussioni significative, non solo per Costner ma per l’intero settore. Sebbene i procedimenti siano ancora in fase iniziale, la mancanza di un coordinatore dell’intimità – figura ormai obbligatoria in molte produzioni – rappresenta un elemento particolarmente grave, come evidenziato dagli avvocati della stuntwoman.

Intanto, Devyn LaBella – il cui nome era finora poco noto al grande pubblico – è diventata un simbolo della battaglia per i diritti dei lavoratori del cinema. La sua decisione di portare alla luce l’accaduto, sfidando un colosso di Hollywood, ha già suscitato reazioni nel mondo dello spettacolo, anche se molti preferiscono attendere gli sviluppi processuali prima di esprimersi.

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