Mediobanca e Banca Generali: un'operazione che ridisegna il futuro del gruppo
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Redazione Economia
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Se l'offerta pubblica di scambio (ops) lanciata da Mediobanca su Banca Generali dovesse concretizzarsi, il profilo del gruppo cambierebbe radicalmente, trasformando Piazzetta Cuccia in un'entità sempre più orientata al risparmio gestito. Secondo le stime di Equita Sim, advisor di Mediobanca in questa operazione, oltre il 50% dei profitti proverrebbe da questo comparto, avvicinando il modello a quello di realtà come Banca Mediolanum o FinecoBank, piuttosto che a quello tradizionale di investment bank o banca commerciale. Proprio per questo, il prezzo obiettivo salirebbe dagli attuali 19,5 a 22 euro, riflettendo una valutazione più alta legata alla nuova struttura.
Intanto, il consiglio d'amministrazione di Generali si riunisce oggi, mercoledì 7 maggio, alle 14.30, per affrontare un ordine del giorno che va ben oltre la mera formalità. Oltre alla costituzione dei comitati endoconsiliari – necessari per il regolare funzionamento del board – si aprirà ufficialmente il dossier più delicato del momento: l’ops su Banca Generali, controllata al 50,2% dal Leone di Trieste. Non ci si addentrerà ancora nei dettagli operativi, ma verrà avviato il processo valutativo, in attesa della formazione del Comitato parti correlate, che dovrà esaminare la proposta di Mediobanca.
Nonostante l’iniziale ottimismo sollevato dall’annuncio dell’offerta, un’analisi più approfondita delle informazioni disponibili lascia dubbi sui reali vantaggi per gli azionisti di Mediobanca. L’operazione, infatti, appare neutra se si considerano gli utili per azione post-acquisizione, anche tenendo conto delle sinergie previste. Queste ultime, tra l’altro, potrebbero rivelarsi controproducenti qualora si decidesse di cancellare il brand Banca Generali, un nome solido nel panorama del risparmio gestito.




