Doris e Mediobanca, la stella di Inalpi illumina il risiko bancario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sotto la grande stella luminosa che campeggia all’arena Inalpi di Torino, la convention 2025 di Banca Mediolanum ha preso il via con un chiaro messaggio: il gruppo fondato da Ennio Doris, scomparso nel 2021, guarda al futuro senza timori, anche di fronte alla possibile fusione tra Mediobanca e Banca Generali. Un tema che, inevitabilmente, domina il dibattito finanziario mentre oltre 5.500 tra family banker, dipendenti e analisti si riuniscono nel capoluogo piemontese.

“Se l’operazione andrà in porto, Mediobanca e Banca Generali saranno più forti insieme”, ha affermato Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, intervenendo alla convention. “Ma questo ci preoccupa? No. Quando siamo nati nel 1982, eravamo i più piccoli del mercato, eppure abbiamo sempre saputo competere con realtà ben più grandi”. Una posizione netta, che sembra voler stemperare le tensioni attorno all’offerta pubblica di scambio lanciata da Mediobanca su Banca Generali, controllata al 50,2% da Generali.

Intanto, le agende politiche e finanziarie si intrecciano. Gaetano Caputi, capo di gabinetto di Giorgia Meloni, potrebbe incontrare nei prossimi giorni Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, secondo fonti vicine al governo. Un colloquio che, sebbene non ufficialmente confermato, dimostra quanto l’operazione stia attirando l’attenzione dell’esecutivo.

Nel frattempo, il cda di Generali si prepara a esaminare la proposta. Domani, durante la riunione, verrà discusso il processo di valutazione dell’offerta, che prevede lo scambio tra la partecipazione in Banca Generali e il 13% di azioni Generali detenuto da Mediobanca. A guidare il comitato per le parti correlate sarà Francesco Palermo, confermando l’impegno del Leone di Trieste a gestire con prudenza una trattativa che potrebbe ridisegnare gli equilibri del risparmio gestito italiano.

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