Mediobanca, Bpm e Generali: quando il risiko bancario diventa una questione di potere

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Se c’è una dinamica che sta emergendo con chiarezza nel settore bancario italiano, è quella per cui le operazioni di mercato stanno progressivamente perdendo la loro natura puramente finanziaria, trasformandosi in strumenti di una strategia politica più ampia. Gli Ops – quello di Mediobanca su Banca Generali, quello di Mps su Mediobanca e quello di Unicredit su Banco Bpm – non sembrano più guidati soltanto da valutazioni di convenienza economica, ma da una regia governativa che mira a ridisegnare gli equilibri del sistema. Un obiettivo non troppo velato, considerando le dichiarazioni di esponenti come Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, o quelle del ministro Giancarlo Giorgetti e di Matteo Salvini, che hanno apertamente sostenuto alcune di queste manovre.

Alberto Nagel, da quasi 17 anni alla guida di Mediobanca, si trova ora a dover fronteggiare una delle sfide più delicate della sua carriera. Il rinvio dell’assemblea del 16 giugno – slittata al 25 settembre dopo le pressioni di Francesco Gaetano Caltagirone – ha rappresentato una battuta d’arresto significativa, costringendo la banca d’affari a una ritrattazione pubblica che ne ha inevitabilmente scalfito l’immagine. La mossa, dettata anche dall’ingresso last minute di Unicredit con l’1,9% del capitale, ha complicato ulteriormente i piani di Nagel, che ora deve ricucire gli strappi e cercare nuovi appoggi per portare a termine l’acquisizione di Banca Generali.

Intanto, il risiko bancario prosegue senza sosta, nonostante la stagione estiva. Se l’opa di Banco Bpm su Anima è l’unica operazione conclusa finora – favorita da una preesistente quota di controllo e da accordi consolidati – il tentativo di Mediobanca su Banca Generali appare sempre più in bilico. La richiesta di maggiori chiarimenti da parte di alcuni soci, in particolare sull’orientamento di Generali, ha costretto a un rinvio che rischia di raffreddare gli animi. Nel frattempo, altre manovre si muovono sottotraccia: da Bper, che punta a scardinare la fortezza di Popolare di Sondrio, alla mossa di Ifis su Illimity, in un mosaico di strategie che mescola interessi privati e direttive politiche.

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