Il Manchester City espugna Stamford Bridge e si avvicina all’Arsenal
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Redazione Sport
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La corsa per il Titolo inglese ha ricevuto una scossa decisiva nel corso del 32º turno di Premier League, con il Manchester City che ha imposto il proprio dominio sul campo del Chelsea vincendo con un secco 3. Gli uomini guidati da Pep Guardiola, reduci da un avvio di partita interlocutorio in cui i padroni di casa – grazie a un gol annullato a Marc Cucurulla per un fuorigioco millimetrico – avevano sfiorato il vantaggio, hanno letteralmente cambiato volto nella ripresa. È proprio nella seconda frazione, tra il 51° e il 68° minuto, che la partita si è decisa: le reti messe a segno da Nico O’Reilly, Marc Guéhi e Jérémy Doku hanno trasformato un potenziale scivolone in una vittoria pesantissima, capitalizzando al meglio il passo falso interno dell’Arsenal, sorprendentemente sconfitto in casa dal Bournemouth.
L’attesa esplosione offensiva dei Citizens e i problemi tecnici del Chelsea
Nonostante un primo tempo giocato su ritmi bassi, dove la manovra cittadina appariva prevedibile e lenta, al rientro negli spogliatoi la musica è cambiata drasticamente. L’assegnazione della fascia da capitano al centrocampista Enzo Fernandez – assente per la seconda partita consecutiva a causa di una decisione tecnica dell’allenatore Liam Rosenior legata a dichiarazioni sul suo futuro – ha finito per indebolire la linea mediana dei Blues, apparsa spesso in balia degli avversari. Il Chelsea, che continua a occupare la sesta posizione in classifica, ha pagato a caro prezzo la disattenzione difensiva in occasione del terzo gol, quando una disastrosa uscita palla dal basso ha permesso a Doku di rubare il pallone a Moises Caicedo e battere a rete a porta praticamente sguarnita. La squadra di casa, dall’altra parte, non è riuscita a replicare l’intensità mostrata nei primi 45 minuti, subendo il ritorno in partita degli ospiti.
La rincorsa all’undicesimo titolo e lo scontro diretto decisivo
Con questo successo, il Manchester City riduce il distacco dalla capolista Arsenal a soli sei punti, sebbene i Gunners vantino una partita in più disputata rispetto ai rivali. La situazione, adesso, è palesemente in bilico: la prossima giornata metterà di fronte le due corazzate all’Etihad Stadium, uno scontro diretto che potrebbe valere una fetta importante del campionato. Per i Citizens, in piena corsa per quello che sarebbe l’undicesimo titolo della propria storia, l’obiettivo è chiaro: approfittare della fragilità mostrata dalla squadra di Mikel Arteta nelle ultime uscite. L’aspetto più interessante, analizzando i numeri, è che Guardiola non perde a Stamford Bridge in campionato dal lontano 2020, un dato statistico che pesa come un macigno sul morale dei londinesi.
La situazione di spogliatoio e le gerarchie interne dei Blues
Se la prestazione collettiva è stata insufficiente, lo scenario nello spogliatoio del Chelsea non è dei più rosei. La decisione del tecnico Rosenior di escludere Enzo Fernandez, nonostante le sue scuse pubbliche rese nella giornata di venerdì, ha acceso i riflettori sulle tensioni interne. Il centrocampista argentino, reduce dalla vittoria del Mondiale, ha espresso la volontà di valutare le proprie opzioni al termine della competizione iridata, alimentando voci di un possibile addio. In sua assenza, e con Reece James ancora fermo ai box per infortunio, la squadra ha mostrato una preoccupante mancanza di leadership in campo, un vuoto che il City ha saputo sfruttare senza troppi indugi. La sconfitta di oggi allunga a tre la striscia negativa dei londinesi, mettendo a serio rischio la qualificazione alle coppe europee.




