Dossieraggi, Equalize e l'ex Ilva di Taranto tra i clienti delle cyber-spie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'inchiesta della Dda di Milano e della Dna ha portato alla luce un network di presunte cyber-spie, tra cui figura anche l'ex Ilva di Taranto, ora in amministrazione straordinaria, come uno dei clienti. La società Equalize, al centro delle indagini, è accusata di aver eseguito 500 interrogazioni illegali, sfruttando membri delle forze dell'ordine corrotti e hacker per accedere a banche dati di Stato. Tra gli arrestati, figura Carmine Gallo, ex super poliziotto e amministratore delegato di Equalize, nonché Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera, che si è autosospeso.

Le indagini, che hanno portato alla produzione di un'informativa di quasi 3.900 pagine, rivelano intercettazioni ambientali che coinvolgono Massimiliano Camponovo e Samuele Nunzio Calamucci, entrambi indagati. Equalize, una delle società più ambite nel settore delle investigazioni private, avrebbe avuto accesso a dati riservati di Eni Spa, trovati negli uffici di Milano. Gli atti riservati, secondo gli inquirenti, sarebbero stati ottenuti illegalmente, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle informazioni aziendali.

L'inchiesta coinvolge anche la Chiesa, con riferimenti a un mandato per ottenere informazioni riservate. Questo elemento aggiunge un ulteriore livello di complessità alle indagini, che già vedono coinvolti numerosi attori di spicco nel panorama economico e istituzionale italiano. La scoperta di atti riservati di Eni Spa negli uffici di Equalize a Milano ha ulteriormente aggravato la posizione degli indagati, evidenziando la portata delle operazioni illecite condotte dalla rete di cyber-spie.

Il caso ha suscitato un notevole interesse mediatico, data la rilevanza dei soggetti coinvolti e la gravità delle accuse. Le indagini proseguono, con l'obiettivo di chiarire l'entità delle operazioni di dossieraggio e identificare tutti i responsabili.

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