"Potrei volare a Istanbul": Trump con Zelensky per stanare il Cremlino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’incontro di giovedì a Istanbul, che dovrebbe riaccendere le speranze di pace in Ucraina, rischia di trasformarsi in un altro capitolo di tensioni irrisolte. Se la sedia di Vladimir Putin resterà vuota, come già temono alcuni, la responsabilità ricadrà interamente sul Cremlino, che finora ha evitato di confermare la presenza del suo leader.

A distanza di mesi dalla controversa visita di Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, dove l’allora presidente Donald Trump si trovava ancora al centro di polemiche, la situazione si è evoluta in modo imprevedibile. Ora è lo stesso tycoon, tornato sulla scena politica, a proporsi come mediatore in una partita a quattro che include anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, già protagonista di un tentativo fallito di mediazione nel 2022.

«Il linguaggio degli ultimatum è inaccettabile per la Russia», ha ribadito ieri Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, in una netta chiusura a qualsiasi condizione imposta dall’esterno. Una posizione che riecheggia l’ostinazione di Putin, il quale, come raccontano alcuni aneddoti della sua infanzia a Leningrado, non ha mai amato essere messo con le spalle al muro.

Zelensky, dal canto suo, mantiene la pressione, ma Mosca tace. L’assenza di una risposta ufficiale all’invito per il faccia a faccia in Turchia alimenta il dubbio che Putin stia preparando una mossa a sorpresa, mentre Trump, con la sua tipica ambiguità, ha lasciato intendere di poter essere presente.

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