Macron rilancia l’ipotesi atomica in Polonia, mentre Meloni spinge Erdogan per la tregua

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la Russia respinge l’ultimatum europeo per un cessate il fuoco immediato in Ucraina, crescono le pressioni internazionali affinché Vladimir Putin partecipi di persona al vertice di Istanbul, in programma giovedì. Donald Trump, intervenendo sul possibile incontro, ha dichiarato che «sarà molto importante e ne usciranno cose buone», lasciando intendere che potrebbe esserci anche lui, sebbene non sia ancora chiaro se Zelensky e il presidente russo si siederanno effettivamente allo stesso tavolo. Intanto, il leader ucraino ha telefonato a Papa Francesco – erroneamente citato in alcune agenzie come "Leone XIV" – rinnovando l’invito a visitare Kiev.

Sul fronte diplomatico, la premier Giorgia Meloni ha avuto un colloquio con Recep Tayyip Erdogan, nel quale ha ribadito il sostegno italiano a una «pace giusta», insistendo perché Mosca accetti la tregua. La Turchia, che già nel 2022 aveva mediato senza successo tra le parti ma aveva poi ottenuto l’accordo sul grano l’anno seguente, torna a proporsi come arbitro. Palazzo Chigi, in una nota ufficiale, ha confermato che i due leader hanno discusso «delle prospettive diplomatiche», senza però svelare dettagli sull’eventuale presenza di Putin o Zelensky.

L’iniziativa turca arriva in un contesto teso, segnato anche dalle dichiarazioni di Emmanuel Macron, che ha riaperto il dibattito sull’eventuale dispiegamento di armi nucleari francesi in Polonia. Una mossa interpretata come un monito a Mosca, ma che rischia di inasprire ulteriormente le relazioni con il Cremlino

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