Putin propone negoziati diretti con Kiev a Istanbul il 15 maggio, Zelensky accetta ma chiede tregua immediata
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Redazione Esteri
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Nelle prime ore di domenica, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la volontà di riprendere i colloqui di pace con l’Ucraina, fissandoli per giovedì 15 maggio a Istanbul. L’iniziativa, comunicata durante un intervento televisivo, è stata presentata come un tentativo di raggiungere una “pace duratura”, sebbene Mosca non abbia escluso che il dialogo possa portare a un cessate il fuoco esteso. Putin ha aggiunto che avrebbe formalmente richiesto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan di organizzare l’incontro, sottolineando come la Turchia, già mediatrice in passato, possa garantire neutralità.
La mossa arriva a poche ore dall’ultimatum lanciato dai leader della coalizione dei “Volenterosi” – tra cui il tedesco Friedrich Merz, il francese Emmanuel Macron e il britannico Keir Starmer – riunitisi a Kiev con Volodymyr Zelensky. Nel documento consegnato a Putin, si chiedeva alla Russia di accettare una tregua di 30 giorni a partire da lunedì, pena nuove sanzioni da parte di Ue e Stati Uniti. Il presidente russo ha definito “rozze” le condizioni imposte, criticando il tono perentorio dell’avvertimento, ma ha comunque risposto con un’apertura inaspettata.
Zelensky, da parte sua, ha ribadito la disponibilità al dialogo, precisando però che qualsiasi trattativa dovrà essere preceduta da un immediato stop alle ostilità. “Siamo pronti a incontrare la Russia”, ha dichiarato, “ma serve una tregua da lunedì”. La posizione ucraina riflette la diffidenza verso mosse unilaterali di Mosca, dopo mesi di offensive e violazioni di precedenti accordi. Intanto, dall’altro lato dell’oceano, Donald Trump ha espresso ottimismo, definendo la proposta “un passo verso un giorno potenzialmente glorioso”, mentre Macron – pur senza commentare direttamente – sembra mantenere un atteggiamento più cauto.




