Putin proclama la tregua di Pasqua, ma l'Ucraina denuncia bombardamenti e attacchi
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Redazione Esteri
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Nonostante la dichiarazione di cessate il fuoco annunciata da Vladimir Putin in occasione della Pasqua ortodossa, coincisa quest’anno con quella cattolica – circostanza rara, verificatasi l’ultima volta nel 2014, anno dell’annessione della Crimea –, le ostilità lungo il fronte non si sono placate. Volodymyr Zelensky, in un post pubblicato su X, ha riferito che nelle prime ore della mattinata le forze ucraine hanno registrato 59 bombardamenti russi e cinque tentativi di assalto, con Mosca che avrebbe cercato di «avanzare e infliggere perdite» nonostante la tregua.
«In generale, possiamo dire che l’esercito russo sta cercando di creare l’impressione di un cessate il fuoco, mentre in alcune aree continua a tentare avanzate», ha affermato il presidente ucraino dopo aver ricevuto un rapporto del comandante in capo Oleksandr Syrsky. Le violazioni, secondo Kiev, si sono concentrate in diverse direzioni della linea del fronte, con attacchi che avrebbero preso di mira sia posizioni militari che centri abitati.
La mossa del Cremlino, sebbene carica di un evidente valore simbolico – la coincidenza delle due Pasque ha amplificato la risonanza mediatica dell’annuncio –, non sembra aver modificato la condotta delle operazioni sul campo. Zelensky ha sottolineato come i russi abbiano sfruttato la notte per intensificare le azioni, cercando di approfittare di quella che, nelle intenzioni di Putin, avrebbe dovuto essere una pausa temporanea.
Intanto, a Kherson, i droni hanno colpito nuovamente la città, mentre a Kiev gli allarmi aerei hanno interrotto la quiete della giornata festiva. «Non c’è alcun cessate il fuoco», hanno dichiarato fonti ucraine, respingendo la narrazione russa di una tregua rispettata. Le parole di Zelensky confermano una situazione frammentaria: se in alcune zone il fronte appare più calmo, in altre le violazioni sono state multiple e coordinate.




