Prefetto frena ordinanze anti-botti, parte la circolare ai sindaci di Vicenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una circolare del prefetto di Vicenza, Filippo Romano, invita i primi cittadini della provincia a un utilizzo più cauto e motivato delle ordinanze contingibili e urgenti, quelle che – proprio nel periodo natalizio e di fine anno – vengono spesso impiegate per regolamentare o vietare l’uso di fuochi d’artificio e botti. La missiva, senza imporre divieti generalizzati, rappresenta un chiaro altolà, sollecitando i sindaci a emanare provvedimenti di tal genere solo in presenza di concrete esigenze di pubblica sicurezza, evitando quindi ordinanze dettate da una mera precauzione o, peggio, da una deriva amministrativa che rischia di snaturare la natura eccezionale di questi strumenti. Una presa di posizione, questa, che interviene in un dibattito annuale e che pone l’accento sulla necessità di bilanciare le esigenze di tutela – della pubblica incolumità, dell’ordine pubblico e dell’ambiente – con il corretto esercizio dei poteri d’urgenza che la legge attribuisce ai sindaci, i quali, d’altronde, si trovano spesso a dover rispondere a pressioni sociali contrastanti.

Le ragioni del no e il monito dalle cronache

Dall’altra parte della medaglia, le associazioni animaliste e ambientaliste – come la Lega Antivivisezione e il WWF – continuano a richiamare l’attenzione sui pericoli legati all’uso incontrollato degli esplosivi, sottolineando come i botti causino, ogni anno, uno stress profondo negli animali, siano essi domestici o selvatici. Le segnalazioni di cani e gatti smarriti, o di ricoveri nei canili per animali investiti durante fughe dettate dal panico, si ripetono con tragica regolarità, senza contare quelli che muoiono per lo spavento. A ciò si aggiungono i danni ambientali, come nel caso dell’incendio divampato nel 2022 nell’oasi WWF Cratere degli Astroni a Napoli, dove botti illegali partiti da una proprietà privata mandarono in fumo decine di ettari di bosco, un episodio che, per la sua gravità, resta a monito di quanto possano essere devastanti le conseguenze di gesti sconsiderati.

L’appello delle istituzioni locali per una svolta culturale

Anche dalle cariche istituzionali più vicine alla cittadinanza arrivano appelli per un cambiamento di rotta, come dimostra la lettera del garante per i diritti degli animali del comune di Bergamo, Angelo Maestroni, che invita i concittadini a festeggiare il nuovo anno “con canti di gioia, non sparando botti”, definendo l’uso di petardi e fuochi d’artificio un “gesto sconsiderato e crudele”. Queste voci, seppur non dotate di potere normativo, cercano di incidere su un piano culturale, promuovendo una celebrazione più rispettosa e meno pericolosa, mentre le forze dell’ordine e i volontari, come quelli della Lav di Cremona, si preparano ad affrontare le consuete emergenze legate alla notte di San Silvestro.

Il delicato equilibrio tra sicurezza e tradizione

Il quadro che emerge è quindi complesso e segnato da un conflitto tra diverse istanze: da un lato, l’autorità prefettizia richiama al rigoroso rispetto dei presupposti di legge per l’emanazione di ordinanze restrittive, dall’altro, una parte significativa della società civile e delle istituzioni locali chiede maggiore tutela attraverso regole severe. Il tutto, mentre le cronache degli anni passati – con il loro carico di incidenti, feriti, danni al patrimonio ambientale e sofferenze animali – continuano a fornire argomenti a chi sostiene la necessità di limitazioni decise. La circolare del prefetto di Vicenza, in definitiva, non chiude la questione ma la sposta su un piano differente, quello della legittimità e della proporzionalità degli atti amministrativi, in attesa di vedere come i sindaci, in autonomia, interpreteranno questo invito alla misura nell’imminenza dei festeggiamenti.

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