Milan-Como, scintille anche dopo il fischio finale: Allegri insulta Fabregas nei corridoi di San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di San Siro, quella del recupero tra Milan e Como valido per la ventiquattresima giornata di Serie A, doveva essere semplicemente notte di calcio, di recupero e di classifica. E invece, al triplice fischio sull’1-1 firmato da Nico Paz e Rafael Leão, ne è seguita un’altra, ben più tesa e certo meno sportiva. Perché se in campo il punteggio è rimasto in equilibrio, fuori dal rettangolo verde l’equilibrio è saltato del tutto. Massimiliano Allegri e Cesc Fàbregas, che già all’andata non avevano nascosto una certa freddezza, sono stati protagonisti di un confronto durissimo nei corridoi che portano alla sala stampa. Un alterco, quello tra il tecnico livornese e l’ex campione del mondo spagnolo, che ha avuto il suo culmine quando i due si sono incrociati all’uscita delle rispettive conferenze. Stando alle ricostruzioni di chi era presente, Allegri avrebbe perso le staffe, rivolgendosi al collega con espressioni pesanti, definite a vario Titolo come insulti, in un crescendo di tensione che ha lasciato attoniti i pochi presenti. "Sei un bambino che ha appena iniziato ad allenare", avrebbe sbottato il tecnico rossonero, in un fraseggio, se così si può chiamare, ben lontano dalla tattica.

La scintilla scoccata in campo: la trattenuta di Fàbregas su Saelemaekers e l’espulsione di Allegri

Per comprendere la genesi di questa deflagrazione post-partita, occorre tornare indietro di qualche minuto, anzi, tornare proprio sul terreno di gioco. L’episodio scatenante è da ricercare in un gesto, per certi versi quasi banale, avvenuto a bordo campo. Durante la ripresa, con la partita che si era fatta vibrante e a tratti nervosa, Alexis Saelemaekers, subentrato da poco, stava percorrendo la linea laterale quando è stato letteralmente trattenuto per la maglia da Cesc Fàbregas. L’allenatore del Como, nel tentativo forse di recuperare un pallone o di ostacolare la ripresa del gioco, ha messo le mani addosso al belga, scatenando l’immediata reazione della panchina del Milan. Massimiliano Allegri, visibilmente furioso, è uscito dalla propria area tecnica per protestare contro il collega e l’arbitro Mariani. Ne è nato un parapiglia tra le due panchine, con lo stesso allenatore spagnolo che nel dopogara avrebbe poi ammesso l’errore, definendolo "una toccatina" e porgendo le proprie scuse. Le scuse formali, arrivate anche davanti ai microfoni, non hanno però placato l’animo di Allegri che, al contrario, nel post partita le ha definite semplicemente inaccettabili. A dieci minuti dalla fine, l’arbitro Mariani non ha avuto dubbi: cartellino rosso per Allegri, reo di aver varcato i limiti della panchina, e cartellino rosso anche per un componente dello staff del Como. Una decisione che lo stesso tecnico rossonero ha commentato a caldo con una punta di sarcasmo: "Ma butti fuori me?".

La cronaca di una serata storta: l’errore di Maignan e il lampo di Leão

Sullo sfondo di questa ridda di nervi, naturalmente, c’è stata anche una partita di calcio. Un match che per lunghi tratti ha viaggiato su binari soporiferi, svegliato all’improvviso dal clamoroso errore di Mike Maignan. Il portiere francese, al 32’, ha tentato un appoggio corto, servendo di fatto il pallone a Nico Paz, che tutto solo ha dovuto solo spingerlo in rete per lo 0-1. Un colpo durissimo per i rossoneri, apparsi in balia degli eventi. Nella ripresa, però, la musica è cambiata. Allegri ha gettato nella mischia forze fresche e la mossa ha pagato. Al 64’, un lancio perfetto di Ardon Jashari, tra i migliori in campo, ha spaccato in due la difesa del Como, liberando Rafael Leão. L’attaccante portoghese, con un pallonetto dosato e preciso da venticinque metri, ha superato l’estremo difensore avversario Butez, ristabilendo la parità. Un gol che profuma di acrobazia e che ha illuso i tifosi di casa, ma il Milan non è più riuscito a trovare la zampata vincente. Nel finale, anzi, la tensione è salita ancora, con le squadre allungate e il risultato che, alla fine, ha sorriso all’Inter, volata a più sette in classifica.

Parole e insulti nel ventre del Meazza

L’episodio forse più grave, però, resta quello avvenuto lontano dagli occhi del pubblico e delle telecamere. Una volta terminati i rispettivi obblighi con la stampa, Allegri e Fàbregas si sono ritrovati faccia a faccia. Stando ai racconti degli inviati presenti, lo spagnolo stava uscendo dalla sala conferenze quando ha incrociato il livornese. E lì, la discussione è degenerata in un battibecco fatto di parole grosse e insulti, con il tecnico rossonero che, nell’accesa discussione, ha rinfacciato all’ex centrocampista la sua poca esperienza. "Sei un bambino", gli avrebbe urlato Allegri, in un misto di rabbia e frustrazione. Nessuna telecamera ha ripreso la scena, ma i testimoni parlano di un clima tesissimo, durato diversi minuti prima che i due venissero separati. Una scaramuccia che va ad aggiungersi a una lunga lista di derby e recuperi infuocati, e che probabilmente lascerà il segno, alimentando ulteriormente la rivalità tra due panchine che, a questo punto, difficilmente torneranno a incrociarsi in modo pacifico.

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