La battaglia legale di Catherine si arena in aula: ricorso dichiarato improcedibile, la madre resta lontana dai figli
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Redazione Interno
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Non c’è stata alcuna riapertura, nessun ripensamento da parte dei giudici: Catherine Birmingham, la donna anglo-australiana finita al centro del cosiddetto caso della “famiglia nel bosco”, non potrà fare ritorno nella struttura protetta di Vasto dove i suoi tre figli minori sono ospitati ormai da oltre sei mesi. A sancirlo è stato il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, chiamato a pronunciarsi sul reclamo presentato dalla difesa contro l’ordinanza del 6 marzo scorso – un provvedimento che aveva già disposto l’allontanamento della madre dalla casa famiglia, separandola di fatto dai bambini che erano stati collocati in quella stessa comunità dallo scorso novembre. La Corte d’Appello, nella sua valutazione preliminare, aveva ritenuto quel ricorso “improcedibile”, e i giudici, recependo questa indicazione, hanno ora rigettato l’istanza su tutti i punti, confermando in toto l’allontanamento.
La piccola Trevallion lascia l’ospedale, intanto la difesa cambia volto
Proprio mentre il fronte giudiziario si chiudeva per Catherine, arrivava una boccata d’ossigeno sul versante sanitario: la figlia più piccola della coppia, ricoverata dal 5 maggio presso l’ospedale di Vasto a causa di una crisi respiratoria di probabile origine virale (come aveva specificato la Asl Lanciano-Vasto-Chieti), è stata dimessa ed è tornata nella struttura protetta dove si trovano i suoi fratelli. Un rientro, questo, che non cambia però l’assetto familiare imposto dal Tribunale: la bambina, così come gli altri due minori, continuerà a vivere lontana dalla madre, il cui ruolo genitoriale resta sospeso. A complicare ulteriormente il quadro processuale, nelle stesse ore è arrivato l’annuncio di un ennesimo avvicendamento legale: gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno infatti rinunciato al mandato, lasciando la rappresentanza della coppia. «Non c’era una visione comune», ha dichiarato la legale per spiegare la rottura, che ricalca quanto già accaduto a fine novembre con il precedente difensore. A subentrare nelle vesti di nuovo rappresentante sarà Simone Pillon, ex senatore della Lega, penalista esperto in diritto di famiglia che dovrà ora studiare gli atti per delineare una strategia che Finora non è riuscita a scalfire le decisioni dell’autorità giudiziaria.
Un ricorso respinto su tutti i fronti, la struttura resta off limits
La decisione del Tribunale per i minorenni appare netta e senza margini di interpretazione: l’ordinanza del 6 marzo, quella che aveva allontanato Catherine Birmingham dalla comunità, rimane pienamente valida. In quella stessa sede, i giudici avevano inizialmente chiesto il trasferimento anche dei bambini in una diversa struttura protetta, salvo poi fare marcia indietro nelle settimane successive modificando la decisione: i minori possono restare nella casa famiglia di Vasto, ma a una condizione precisa, la madre non potrà esserci. Il reclamo presentato dai legali (quello poi giudicato improcedibile dalla Corte) era stato depositato il 18 marzo e si estendeva per 37 pagine, nelle quali si contestava l’ “unilateralità” dell’operato dei giudici, accusati di essersi basati esclusivamente sulle relazioni dei servizi sociali trascurando i pareri dell’Asl che sollecitavano la continuità del legame affettivo. Un tentativo, quello della difesa, che non ha però prodotto l’effetto desiderato, lasciando la donna fuori dalla porta della comunità.
La cronaca di una separazione giudiziaria che non accenna a chiudersi
La vicenda affonda le sue radici nello scorso novembre, quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila decise di sospendere la responsabilità genitoriale ai danni della coppia, disponendo il trasferimento dei tre figli in una struttura protetta a Vasto dopo aver ritenuto inadeguato l’ambiente domestico in cui vivevano. All’epoca, quella che viene ormai definita la “famiglia nel bosco” abitava in un casolare a Palmoli, in provincia di Chieti, in condizioni che i servizi sociali avevano più volte segnalato come precarie e insalubri. Da allora, nonostante i tentativi dei genitori di rimediare alle criticità segnalate (tra cui la ricerca di una sistemazione abitativa più idonea), il tribunale non ha mai fatto marcia indietro sulla separazione. Anzi, il provvedimento del 6 marzo ha rappresentato un inasprimento, estromettendo del tutto la figura materna dalla quotidianità dei bambini. Con il ricorso appena dichiarato improcedibile e la difesa che cambia nuovamente volto, appare ancora più complicata per Catherine la strada che potrebbe riportarla sotto lo stesso tetto dei suoi figli.
Meta description: La madre della famiglia del bosco non può tornare dai figli a Vasto. Il Tribunale dell’Aquila dichiara il ricorso improcedibile. Scarica la figlia dall’ospedale.




