Famiglia nel bosco, la settimana decisiva per il ricongiungimento. Catherine: «Sono nervosa»

Famiglia nel bosco, la settimana decisiva per il ricongiungimento. Catherine: «Sono nervosa»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila si prepara a decidere sul possibile ricongiungimento della cosiddetta "famiglia nel bosco", separata lo scorso novembre. Una settimana decisiva, dunque, quella che si apre per Nathan Trevallion e Catherine Louise Birmingham, i genitori dei tre bambini allontanati dai servizi sociali e collocati in una casa famiglia a Vasto. La tensione, come confessato dalla stessa madre, è palpabile in vista di un verdetto che potrebbe finalmente ricomporre il nucleo familiare dopo mesi di battaglie legali e accertamenti tecnici.

La presentazione del libro e le parole di Catherine

A dare voce a questo stato d'animo è stata la stessa Catherine Louise Birmingham, che durante la presentazione del suo libro "La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco", tenutasi a Roma presso l'Istituto di Terapia cognitivo interpersonale, ha confessato di essere nervosa. L'evento, che ha visto la partecipazione di circa 200 persone all'interno e altrettante fuori dalla sede, è stato presieduto dal professor Tonino Cantelmi, neuropsichiatra infantile che ha curato anche le relazioni peritali sulla famiglia.

Un'atmosfera carica di emozione, quella che ha accompagnato la presentazione del volume, durante la quale la donna si è commossa rievocando il momento in cui ha chiesto ai figli cosa avrebbero voluto trovare nel libro che stava scrivendo: la loro risposta, semplice eppure così significativa, è stata «Mamma, metti il fatto che stiamo sempre insieme». Una frase, questa, che racchiude il desiderio profondo di riunificazione che da mesi anima la famiglia.

La strategia della difesa e il parere degli esperti

A sostenere l'istanza di ricongiungimento è ora l'avvocato Simone Pillon, nuovo difensore della coppia, che ha depositato una memoria di 99 pagine nella quale ricostruisce l'intera vicenda processuale e umana, evidenziando i nuovi accertamenti istruttori e i fatti sopravvenuti che, secondo la difesa, hanno profondamente modificato il quadro iniziale.

Agli atti sono state allegate le relazioni del professor Tonino Cantelmi, psichiatra e presidente dell'Istituto che ha ospitato la presentazione del libro, e della psicologa Martina Aiello, oltre alla documentazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Secondo quanto riportato dal legale, il procedimento ha registrato un mutato clima di collaborazione e tutti i soggetti coinvolti, dalla consulenza tecnica d'ufficio fino alla comunità scientifica, chiedono rispettivamente un rientro "precoce", "immediato" e "urgente" dei minori nella loro famiglia.

Il cambiamento delle condizioni e le verifiche scolastiche

La situazione, infatti, è radicalmente cambiata rispetto ai mesi successivi all'allontanamento dei tre bambini, avvenuto nel novembre 2025 dopo che i servizi sociali avevano certificato condizioni igieniche precarie e un pericoloso isolamento sociale. I bambini hanno sostenuto con successo gli esami di idoneità, venendo ammessi alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria presso l'Istituto statale di Castiglione Messer Marino, e hanno completato i richiami vaccinali obbligatori.

Anche i genitori hanno seguito tutte le prescrizioni impartite dai servizi sociali, partecipando a un percorso di sostegno alla genitorialità con esito positivo. Attualmente la coppia vive in un'abitazione ritenuta idonea, concessa gratuitamente dal Comune di Palmoli per due anni, in attesa di costruire una nuova casa in bioedilizia vicino al vecchio casolare, quel rifugio nei boschi che era stato giudicato non idoneo a ospitare i minori.

Il nodo dell'istruzione e le prospettive

Resta aperto, però, il nodo dell'istruzione. Per i tre figli, abituati all'homeschooling, cioè all'istruzione parentale, potrebbe essere decisa l'iscrizione alla scuola pubblica, un passaggio che segnerebbe il definitivo riallineamento con gli standard educativi richiesti dalle autorità italiane.

L'udienza decisiva, che prevede anche l'ascolto dei tre bambini in audizione protetta davanti ai giudici aquilani, rappresenta il momento culminante di una vicenda che ha diviso l'opinione pubblica tra chi vede in questa famiglia un modello di vita alternativo e chi, invece, ritiene che i minori andassero protetti da una situazione di presunto disagio. La decisione del Tribunale, attesa con ansia dalla coppia, potrebbe finalmente chiudere uno dei casi più complessi e discussi degli ultimi mesi.

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