Gas naturale verso i 45 euro al Ttf: rialzo tra tensioni geopolitiche e corsa al Gnl
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Redazione Economia
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La nuova seduta sul mercato europeo del gas naturale si apre con un rialzo delle quotazioni, in un contesto che vede il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam – il principale hub di scambio del gas naturale in Europa, che funge da riferimento per i contratti all'ingrosso nel continente – attestarsi in prossimità della soglia dei 45 euro al megawattora.
Dopo una fase di prezzi più contenuti registrata nei mesi scorsi, il future con consegna ad agosto ha segnato un incremento del 2,19% nella chiusura di giornata, spingendo il valore a 44,98 euro al MWh, mentre in avvio di seduta il contratto aveva già mostrato un'accelerazione, viaggiando attorno a 44,68 euro con un aumento dell'1,5%.
Il superamento della soglia dei 45 euro
La spinta rialzista ha portato il gas naturale a superare il muro dei 45 euro per megawattora nella giornata odierna, toccando un nuovo massimo dal 12 giugno, con il future di agosto in crescita del 2,4% fino a raggiungere quota 45,07 euro al MWh. Questo movimento dei prezzi si inserisce in un quadro di rinnovata volatilità per le materie prime energetiche, dove l'andamento del Ttf di Amsterdam rappresenta un termometro essenziale per l'intero sistema di approvvigionamento continentale, influenzando le bollette di famiglie e imprese e condizionando le strategie di acquisto dei fornitori.
Il mercato, dopo aver assorbito le flessioni dei mesi precedenti, sembra aver invertito la rotta, spinto da fattori che vanno oltre le dinamiche stagionali della domanda.
Le ragioni del rincaro
A spingere le quotazioni verso l'alto contribuiscono in maniera determinante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con i rapporti tra Stati Uniti e Iran che restano al centro dell'attenzione degli operatori, pronti a valutare ogni possibile ripercussione sulle rotte dei trasporti marittimi e sulla stabilità delle forniture provenienti dall'area del Golfo.
A questi fattori si aggiunge la crescente competizione per le spedizioni di gas naturale liquefatto tra l'Asia e l'Europa, una sfida che sta riducendo la disponibilità di Gnl sul mercato atlantico e contribuendo a mantenere i prezzi su livelli sostenuti. Il Vecchio Continente, pur avendo riempito in misura significativa i propri stoccaggi nei mesi precedenti, si trova ora a dover fronteggiare un panorama internazionale in cui ogni carico di metano liquefatto viene conteso da più acquirenti, con un effetto diretto sulle quotazioni del Ttf.
La reazione del mercato energetico
Il rialzo del gas al Ttf si riflette immediatamente sulle aspettative del comparto energetico europeo, poiché l'andamento di questo indice condiziona non solo i costi dell'elettricità generata da centrali a ciclo combinato, ma anche la pianificazione degli acquisti da parte dei grandi consumatori industriali, che in questa fase monitorano con attenzione l'evoluzione dei prezzi per adattare i propri approvvigionamenti.
L'avvicinamento alla barriera dei 45 euro rappresenta un segnale di allerta per molti Paesi membri, che vedono nei rincari del gas un potenziale freno alla ripresa economica e una minaccia per la competitività delle proprie filiere produttive, già provate dall'impennata dei costi energetici degli ultimi due anni. In apertura di giornata, il prezzo si è portato a 43,16 euro al MWh con un incremento dello 0,9%, per poi accelerare nel corso delle contrattazioni, confermando la tendenza rialzista che sembra aver caratterizzato l'intera settimana.




