Unipol chiude il 2025 con un utile da 1,53 miliardi, battendo le stime e premiando i soci con 804 milioni di dividendi
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Redazione Economia
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Nel “mondo dei lupi” del risiko bancario-assicurativo, per citare la plastica definizione coniata da Carlo Cimbri, sopravvive chi può contare su solide fondamenta patrimoniali e su una posizione industriale tale da non farsi relegate ai margini del sistema. È esattamente questo il messaggio – implicito ma inequivocabile – che arriva dai conti del 2025 presentati dal gruppo Uniprol, una fotografia che ritrae una realtà in salute e capace di muoversi con agilità in uno scenario in profonda trasformazione. Il consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza Cimbri, ha infatti approvato i risultati preliminari dell'esercizio appena concluso, e i numeri dicono di una crescita netta e decisa, superiore persino alle previsioni degli analisti, che avevano stimato un risultato finale in una forbice compresa tra 1,35 e 1,43 miliardi -1. La capogruppo, invece, ha chiuso il bilancio con un utile netto consolidato di 1,53 miliardi di euro, segnando un incremento del 36,8% rispetto al 2024 -7-8.
La macchina assicurativa e il traino delle banche
A spingere i profitti, come puntualizza una nota diffusa dalla compagnia, è stato il “positivo andamento tecnico del core business assicurativo”, affiancato dai “solidi risultati della gestione finanziaria” e dal “contributo delle collegate bancarie”. Se si esclude l’apporto di Bper – partecipata con una quota intorno al 20% – e della Popolare di Sondrio, l’istituto rilevato la scorsa estate con un’operazione da oltre cinque miliardi, il risultato netto del solo gruppo assicurativo si attesta a 1,21 miliardi, in rialzo del 40,5% -1-8. La raccolta diretta complessiva ha superato i 17 miliardi di euro, con una crescita dell'11,1% rispetto a fine 2024; nel dettaglio, il comparto Danni ha fatto registrare un incremento del 4,5% arrivando a 9,6 miliardi, mentre il ramo Vita ha messo a segno un balzo del 20,6% portando la raccolta a 7,8 miliardi -1-7. Performance solida, dunque, per entrambi i settori, con il Vita che continua a essere alimentato in maniera consistente dai canali bancassicurativo e agenziale, oltre che dai grandi contratti collettivi previdenziali.
Dividendi in forte crescita e Borsa in festa
La forza dei conti, che il management definisce “significativamente superiori agli obiettivi prefissati” dal piano industriale, ha consentito al gruppo di proporre una cedola generosa per i suoi azionisti -1. Il dividendo, interamente in contante, è stato fissato a 1,12 euro per azione, una cifra che segna un +31,8% rispetto allo 0,85 euro distribuito in precedenza e che si traduce in un monte complessivo di circa 804 milioni destinato a salire nelle tasche dei soci -8-9. Un ammontare, quest'ultimo, che si inserisce in un percorso di remunerazione più ampio, visto che l’obiettivo cumulato per il triennio 2025-2027 è di 2,2 miliardi. Il mercato ha accolto con entusiasmo i numeri e la cedola: a Piazza Affari il Titolo Unipol ha scattato in avvio con un balzo di quasi il 5%, per poi accelerare ulteriormente in una seduta che l'ha visto tra i migliori del listino -7-8. Un’accelerazione che testimonia la fiducia degli investitori nella capacità del gruppo di generare valore, anche in un contesto complesso come quello attuale.
Il risiko bancario e l’integrazione con Popolare di Sondrio
Un ruolo non secondario nella performance complessiva lo giocano le partecipazioni nel credito, in particolare il dossier Bper e la recente integrazione della Popolare di Sondrio. L’utile ante imposte delle collegate bancarie, si legge nella nota, ha raggiunto i 691 milioni di euro, un dato che inra sia il consolidamento pro-quota dei risultati di Bper al 31 dicembre, sia quelli del primo semestre dell'istituto valtellinese, oltre agli effetti economici dell'adesione all'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Bper -8. L’operazione, che diventerà effettiva ad aprile dopo l’Opas conclusa a febbraio, porterà a compimento un disegno strategico che vede il gruppo assicurativo come socio di riferimento e regista di un consolidamento destinato a ridisegnare gli equilibri nel panorama bancario italiano -3-9. Al netto di questo, il risultato netto delle attività assicurative, pari a 1,2 miliardi, conferma la bontà del business tradizionale.
Patrimonio solido e prospettive sul portafoglio
Sul fronte patrimoniale, l’indice di solvibilità consolidato si attesta al 233%, a testimonianza di una solidità che lascia margini di manovra ampi per eventuali future operazioni o per ulteriori premi agli azionisti -1-7. Il patrimonio netto consolidato è salito a 10,7 miliardi, in aumento rispetto ai 9,6 miliardi del 2024 -8. Durante la presentazione dei dati, l’amministratore delegato Matteo Laterza ha anche fornito qualche indicazione sulle strategie di investimento, in particolare sul fronte dei titoli di Stato. Pur confermando un’esposizione significativa sui Btp, pari a circa 17 miliardi, Laterza ha ipotizzato una futura diversificazione che potrebbe includere titoli tedeschi e francesi, alla luce dell’attuale livello dello spread e di una convenienza che, per i titoli italiani, non sarebbe più quella del passato -5. Una gestione finanziaria attenta e dinamica, che contribuisce a rendere il gruppo una delle realtà più solide e reattive del panorama assicurativo europeo.




