Unipol chiude i primi nove mesi del 2025 con l'utile netto a 1,23 miliardi
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Unipol Assicurazioni, presieduto da Carlo Cimbri, ha approvato i dati consolidati relativi ai primi nove mesi dell'anno, i quali, come era ampiamente atteso dagli analisti, segnano una crescita robusta e generalizzata. I conti, che sono stati esaminati nella sede milanese della compagnia, rivelano una dinamica particolarmente vivace, la quale trae impulso non solo dal core business assicurativo ma anche, e in misura significativa, dalle partecipazioni detenute nel settore creditizio. È proprio la differente modalità di computare il contributo di queste ultime a determinare due distinti, sebbene entrambi positivi, valori di utile netto.
I due scenari contabili
Se si considera infatti il contributo delle partecipazioni bancarie allo scorso 30 giugno, l'utile netto cosiddetto "reported" si attesta a 1,120 miliardi di euro, un dato che, confrontato con i 724 milioni registrati allo stesso periodo del 2024, rappresenta un incremento del 54,7%. Qualora invece, come precisato dal gruppo, lo stesso contributo venga ricalcolato includendo l'apporto di Bper Banca aggiornato al 30 settembre – data di chiusura del periodo di riferimento – il risultato consolidato finale raggiunge 1,235 miliardi, segnando così un aumento del 48% su base annua. Quest'ultima cifra, che tiene conto della quota del 19,8% posseduta in Bper, offre una fotografia più fedele e aggiornata della solidità patrimoniale del gruppo.
La spinta del ramo Danni e la raccolta record
A trainare la performance, oltre al consistente apporto delle banche in portafoglio, è stato il risultato netto del puro business assicurativo, il quale ha toccato 961 milioni di euro con un balzo del 45% su base annua. Gli analisti, commentando i numeri diffusi, hanno indicato proprio nel ramo Danni la "vera sorpresa" del trimestre, un settore che spesso presenta margini più contenuti ma che in questo caso ha invece mostrato una redditività insolitamente elevata. A completare il quadro estremamente positivo, si è registrata una raccolta diretta complessiva di 12,6 miliardi di euro, in crescita del 10,8% rispetto all'anno precedente, di cui 6,78 miliardi – con un aumento del 4,5% – sono ascrivibili al già citato ramo Danni.
Le reazioni dei mercati
Nonostante l'evidente solidità dei fondamentali emersi dal report, il titolo Unipol ha sperimentato in Borsa una fase di "realizzi", un fenomeno che i broker hanno giudicato fisiologico dopo una lunga rincorsa rialzista e in assenza di elementi veramente inaspettati nelle comunicazioni societarie. Questa dinamica di mercato, peraltro comune quando le attese degli investitori sono state pienamente soddisfatte senza però superare le previsioni più ottimistiche, non intacca la sostanza di un periodo operativo che, per il gruppo, si conferma tra i più redditizi degli ultimi anni.




