Unipol, i profitti volano nei primi nove mesi del 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Unipol ha archiviato i primi nove mesi del 2025 con una performance finanziaria particolarmente robusta, segnata da un utile netto consolidato che ha raggiunto 1,235 miliardi di euro. Questo risultato, che segna un incremento del 48% se paragonato allo stesso periodo dell’anno precedente, trae la sua spinta propulsiva principalmente dal comparto assicurativo, il quale ha generato da solo un contributo di 961 milioni, e dalle partecipazioni detenute in istituti di credito come Bper e la Popolare di Sondrio. La raccolta premi, d’altronde, ha registrato un aumento significativo dell’11%, confermando una dinamica di crescita costante e solida che interessa l’intero perimetro operativo del gruppo.

Il contributo del risiko bancario

Se si adotta una prospettiva contabile più stringente, la quale recepisce il contributo delle partecipazioni bancarie soltanto fino al 30 giugno, l’utile netto si attesta comunque su 1,12 miliardi di euro, manifestando una crescita ancor più marcata del 54,7% rispetto ai 724 milioni registrati alla fine di settembre del 2024. È proprio in questo frangente che emerge con chiarezza il valore strategico delle quote detenute nelle ex popolari di Emilia e Valtellina, le quali, integrandosi con il core business assicurativo, hanno offerto un apporto determinante alla redditività complessiva. La sinergia tra i due mondi, quello assicurativo e quello bancario, si è rivelata un elemento chiave per sostenere l’espansione del gruppo in un contesto economico tutt’altro che semplice.

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato

L’amministratore delegato del gruppo, Carlo Cimbri, pur non essendo stato menzionato esplicitamente nei comunicati più recenti, ha lasciato il testimone a un nuovo management, il quale si è espresso riguardo all’impatto della manovra economica governativa. Il nuovo ad, Andrea Laterza, ha giudicato tale impatto «non significativo» sull’operatività di Unipol, una valutazione che permette al gruppo di procedere con sicurezza lungo il tracciato delineato dal piano industriale per il triennio 2025-2027. La conferma dei target prefissati, nonostante le variabili macroeconomiche, indica una notevole capacità di previsione e di adattamento da parte della società.

Una performance solida e senza sorprese

I risultati del terzo trimestre, che hanno visto premi complessivi raggiungere i 3.747 milioni di euro – con un incremento del 7% su base annua – e un utile ante imposte di 617 milioni, si sono peraltro rivelati sostanzialmente in linea con le attese degli analisti. L’assenza di particolari scostamenti negativi, sebbene il contributo delle attività assicurative pure sia stato leggermente inferiore alle previsioni, sottolinea una gestione finanziaria prudente e al tempo stesso efficace. La componente bancaria, che ha fruttato 367 milioni, ha bilanciato ogni eventuale discrepanza, dimostrando come la diversificazione del business costituisca un pilastro fondamentale per la stabilità del colosso assicurativo.

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