Milano Cortina 2026, la giornata di gare del 14 febbraio: dal gigante di sci alpino allo short track, tutti gli azzurri in pista

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Undicesimo giorno di gare per i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, e anche oggi, sabato 14 febbraio, l’Italia si presenta ai nastri di partenza con un nutrito gruppo di atleti pronti a giocarsi le proprie chance in diverse discipline, alcune delle quali, come il biathlon e lo sci alpino, storicamente generose di soddisfazioni per il movimento azzurro. La macchina olimpica, inutile negarlo, viaggia ormai a pieno regime, e ogni specialità proposta dal calendario offre spunti di interesse non solo per gli addetti ai lavori ma anche per quel pubblico che, da casa o sulle montagne lombarde e venete, segue con passione le gesta dei propri beniamini. Con il passare dei giorni, tra l’altro, cresce la consapevolezza di quanto sia complesso e affascinante questo evento, capace di regalare emozioni e colpi di scena a ogni curva, a ogni cronometro, a ogni manche.

Sci alpino, biathlon e freestyle: il cuore della domenica olimpica

L’attenzione principale, per gli appassionati di sci alpino, è naturalmente catalizzata dal gigante maschile, competizione in cui l’Italia spera di ben figurare. Sulla neve che ha già visto trionfi e delusioni, si attendono le performance di Luca Franzoni, chiamato a confrontarsi con i mostri sacri della disciplina, in una gara che prevede la prima manche alle 10 e la seconda, decisiva, alle 13.30. Ma non è solo lo sci alpino a tenere banco: nel freestyle, dopo un doppio forfait che ne aveva ritardato l’esordio, dovrebbe finalmente scendere in pista Manuela Passaretta, pronta a giocarsi le proprie carte in una delle gare più spettacolari dell’intero programma olimpico. E poi c’è il biathlon, regno incontrastato delle emozioni a bersaglio variabile: nella sprint donne dei 7,5 km, l’Italia schiera un quartetto di assoluto rispetto, formato da Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer. Sono loro, con le loro carabine e la loro sciata potente, a rappresentare una delle chance più concrete di medaglia per la delegazione azzurra, in una disciplina dove la tensione si taglia letteralmente con il coltello e ogni errore al poligono può costare carissimo.

Pattinaggio di velocità e short track: la pista corta come palcoscenico

Sul ghiaccio dell’Arena, invece, il programma riserva spazio allo short track, specialità che negli anni ha regalato all’Italia gioie e dolori con la stessa rapidità con cui si susseguono le curve sopraelevate. Oggi, sabato 14 febbraio, tocca agli uomini nei 1500 metri, con Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser pronti a darsi battaglia in qualifica. Per Pietro Sighel, in particolare, questa gara rappresenta un’occasione di riscatto dopo la squalifica rimediata nei 1000 metri, un episodio che aveva lasciato l’amaro in bocca ma che, come si suol dire nello sport, fa parte del gioco. Nelle qualificazioni dei 1000 metri donne, invece, tornerà a sfrecciare sul ghiaccio Arianna Fontana, accompagnata da Chiara Betti e Elisa Confortola. La Fontana, veterana di mille battaglie olimpiche, sa bene quanto conti la gestione delle energie e delle posizioni in una competizione che, per sua natura, non perdona distrazioni e premia solo chi ha sangue freddo e gambe calde.

Sci di fondo, curling e hockey: la continuità dello sport azzurro

Ma l’undicesimo giorno di gare non si esaurisce certo con queste discipline. Nel segno della continuità e della resistenza, la staffetta femminile dello sci di fondo vede ai nastri di partenza Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Martina Di Centa e Caterina Ganz, un quartetto che cercherà di ben figurare in una prova di squadra dove il gioco di squadra e la capacità di soffrire insieme fanno la differenza. Sul fronte del ghioco di squadra per eccellenza, il curling, le formazioni azzurre sono attese ai loro rispettivi incontri, così come le squadre di hockey su ghiaccio maschile e femminile, impegnate nei gironi di qualificazione. Sono questi gli sport che magari non godono dei riflettori sempre accesi dello sci alpino, ma che rappresentano il tessuto connettivo di una partecipazione olimpica completa e ambiziosa, quella di una nazione che, da padrona di casa, vuole lasciare il segno in ogni angolo dei propri impianti.

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