Sighel e il blocco azzurro, il short track italiano parte forte a Milano Cortina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sull’anello di ghiaccio del Forum di Assago, dove si è aperto il programma olimpico dello short track, la spedizione italiana ha immediatamente stampato il suo marchio, ottenendo un passaggio di turno pressoché totale che ha pochi precedenti. Pietro Sighel, del quale si attendevano conferme dopo le brillanti prestazioni in stagione che lo vedono in vetta alla classifica mondiale proprio sulla distanza dei mille metri, non ha tradotto le aspettative in un semplice ingranaggio, ma ha impresso la sua autorità vincendo la propria batteria. Accanto a lui, hanno brillato – in quella che è apparsa come una dimostrazione di forza collettiva – Luca Spechenhauser, anch’egli primo, e Thomas Nadalini, giunto secondo, completando un en-plein maschile che proietta tre atleti azzurri direttamente nei turni successivi.
Il sorriso delle donne e il percorso di Betti
Se gli uomini hanno schierato un blocco compatto, lo stesso è accaduto nel settore femminile dei cinquecento metri, dove il trio italiano ha centrato altrettante qualificazioni. Oltre alla storica capitana Arianna Fontana, ha superato il turno Chiara Betti, atleta il cui percorso – iniziato su un pattinaggio di diverso segno, lo speed skating, come il fratello Francesco, per poi orientarsi con successo verso la pista corta – trova ora un coronamento sotto il segno dei cinque cerchi. Un traguardo, il suo, costruito attraverso risultati di rilievo internazionale, come i podi mondiali ed europei a cui ha contribuito in staffetta, e che oggi assume i contorni di una conferma nel contesto più prestigioso.
L'oro che innalza il mito di Fontana
Il culmine di questa prima esplosione azzurra, tuttavia, si è toccato nella gara che forse più di ogni altra unisce l’aspetto tattico a quello emotivo: la staffetta mista. La formazione composta da Arianna Fontana, Pietro Sighel, Thomas Nadalini ed Elisa Confortola – con il fondamentale apporto, nelle fasi precedenti, di Luca Spechenhauser e della stessa Chiara Betti – ha saputo gestire una finale resa imprevedibile dall’eliminazione, occorsa in semifinale, di squadre ritenute fra le grandi favorite come l’Olanda e la Corea del Sud. Gli azzurri, già medaglia d’argento nella specialità a Pechino 2022, si sono presentati alla partenza come il punto di riferimento principale, tradendo nessuna esitazione e consegnandosi un oro di squadra dal valore inestimabile. Un successo che, per Fontana, rappresenta la dodicesima medaglia olimpica personale, avvicinandola ulteriormente al primato italiano detenuto dallo schermidore Edoardo Mangiarotti.
Una base solida per le gare individuali
Quello che emerge dal quadro generale, pertanto, non è soltanto l’esito lieto di una singola giornata, ma la fotografia di un movimento – quello dello short track italiano – che ha costruito una profondità di squadra in grado di sostenere la pressione olimpica e di esprimere risultati di vertice. Le qualificazioni in blocco, cinque su sei possibili tra le due distanze, costituiscono una base di partenza estremamente solida, dalla quale i singoli atleti – ognuno con il proprio bagaglio di esperienza e ambizione – possono ora lanciarsi verso gli obiettivi individuali, consci di aver già contribuito a un successo collettivo che ha immediatamente colorato di azzurro i Giochi.




