Milano Cortina 2026, il tris di medaglie dello short track azzurro: bronzo per la staffetta maschile
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Redazione Sport
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La pista corta del Forum di Assago regala un’altra soddisfazione all’Italia, con la staffetta maschile che si prende il bronzo nei 5000 metri, terza piazza ottenuta al termine di una gara combattuta e intensa che ha visto gli azzurri preceduti solamente dall’Olanda, dominatrice della prova e autrice di un allungo decisivo nel finale, e dalla Corea del Sud, capace a sua volta di uno scatto prezioso all’ultimo giro ai danni di Pietro Sighel. Il quartetto composto da Sighel stesso, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli, con Lorenzo Previtali come riserva, è riuscito a difendere con i denti la posizione sul podio dall’assalto del Canada, chiudendo in 6:52.335 e regalando al medagliere azzurro il ventisettesimo metallo di queste Olimpiadi -1-4. Si tratta della quarta medaglia complessiva per lo short track italiano in questa rassegna a cinque cerchi, un bottino che certifica la competitività di un movimento capace di salire sul podio in tutti e tre gli eventi a squadre in programma: dopo l’oro nella staffetta mista e l’argento in quella femminile, è arrivato appunto questo bronzo maschile -1-4.
Spechenhauser e la crescita necessaria, Sighel e la rivalsa dopo le delusioni
Tra i protagonisti di questa impresa c’è Luca Spechenhauser, il quale, nel commentare il risultato ottenuto, ha voluto sottolineare come il lavoro svolto fin qui sia soltanto l’inizio di un percorso destinato a proseguire. “Non sono solo quattro anni di lavoro, stiamo lavorando duramente, la squadra ha dimostrato di essere forte e di avere ancora ampi margini di miglioramento”, ha dichiarato il pattinatore azzurro, facendo intendere come la consapevolezza nei propri mezzi debba tradursi in una crescita costante in vista del prossimo futuro. Un’analisi, la sua, che proietta lo sguardo oltre l’immediato risultato, soffermandosi sul potenziale inespresso di un gruppo che, al netto delle soddisfazioni già raccolte, sente di poter ancora alzare l’asticella. Per Pietro Sighel, invece, questa medaglia rappresenta una sorta di riscatto personale dopo le traversie incontrate nelle gare individuali, dove era incappato in penalità e contatti che ne avevano precluso la strada verso il podio, generando in lui una comprensibile frustrazione -7. La staffetta, sport di squadra per eccellenza in una disciplina che di individuale ha ben poco, gli ha offerto l’occasione per incanalare quella rabbia e trasformarla in energia positiva, contribuendo in maniera determinante al terzo posto finale e mettendosi al collo la sua seconda medaglia in questi Giochi dopo l’oro nella staffetta mista -4-7.
Le parole di Arianna Fontana tra soddisfazione e record
Se la squadra maschile festeggia il bronzo, non si può certo dimenticare quanto fatto dalle colleghe donne e, in particolare, dalla capitana Arianna Fontana, reduce da una sesta partecipazione olimpica che l’ha vista protagonista assoluta. La campionessa valtellinese, nel tracciare un bilancio della sua avventura tra le mura amiche, non ha nascosto la propria contentezza per quanto raccolto: “Ripensando a tutto quanto l’avvicinamento, essere qua a casa competitiva, tutte le finali e queste medaglie sia individuali che con le staffette: non potevo chiedere di meglio”, ha commentato da Casa Italia a Milano. Un’edizione, quella del 2026, che l’ha vista conquistare l’argento nei 500 metri e un altro argento nella staffetta femminile, risultati che le hanno permesso di arricchire ulteriormente una bacheca personale già straripante -2-9. E a proposito del calore ricevuto, Fontana ha voluto rimarcare il ruolo della gente, definito da protagonista assoluto di questi Giochi, sia per chi ha gremito gli impianti sia per chi, da casa, ha sostenuto gli atleti: un fattore, quello del pubblico amico, che spesso nelle competizioni può fare la differenza, regalando una spinta emotiva supplementare nei momenti decisivi delle gare -2.
Il punto di vista di Arianna Sighel su una stagione complicata
Diverso, ma ugualmente intenso, il punto di vista di Arianna Sighel, la quale, dopo aver conquistato l’argento nella staffetta femminile, ha voluto condividere le difficoltà incontrate lungo il cammino. “La medaglia d’argento è stata sicuramente un bel riconoscimento per la stagione che abbiamo avuto perché è stata un po’ in salita, ci abbiamo messo tempo a trovare le sensazioni giuste e a capire come gestire le dinamiche di gara”, ha spiegato la pattinatrice, mettendo in luce quanto il percorso verso un risultato di prestigio sia spesso lastricato di ostacoli e incertezze. La consapevolezza di meritare un posto tra le migliori, maturata proprio attraverso queste difficoltà, rende il metallo conquistato ancora più prezioso, quasi fosse una ricompensa per la perseveranza dimostrata -6. E nel suo ragionamento c’è spazio anche per una riflessione che va oltre l’ambito puramente agonistico, quando afferma: “Speriamo di aver trasmesso qualcosa, soprattutto ai bambini. Se anche solo un bambino si è avvicinato allo sport in generale è comunque una vittoria”. Una frase, la sua, che restituisce l’idea di uno sport capace di generare sogni e passioni, alimentando quel ricambio generazionale fondamentale per il futuro di qualsiasi disciplina, al di là del colore delle medaglie vinte -6.




