Il giorno del giudizio per lo short track azzurro: Fontana e Sighel in finale, l'incidente e il bronzo nella staffetta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È stata una serata di quelle che lasciano il segno, al Forum di Assago, per lo short track italiano. Un carosello di emozioni contrastanti che ha visto le due Arianna, Fontana e Sighel, strappare un pass per la finale dei 1500 metri, ma non senza che il percorso fosse lastricato di ostacoli e, nel caso della campionessa più decorata, di un vero e proprio brivido lungo la schiena. Il programma, fitto e denso di significato perché si trattava dell'ultimo atto delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 per questa disciplina, si è aperto con i quarti di finale femminili della distanza, e subito l’attenzione è stata catturata da una gara, la terza serie, che difficilmente dimenticheremo.

La dinamica di quella batteria ha infatti regalato un episodio quasi surreale, che ha lasciato perplessi e confusi non solo il pubblico ma, probabilmente, le stesse atlete in pista. La belga Tineke den Dulk, con una mossa strategica più simile al ciclismo su pista che allo short track, è partita in una fuga solitaria guadagnando un giro intero sul gruppo principale. Mentre le sue rivali, tra cui le azzurre, tergiversavano in una tattica fatta di sguardi e nessuna azione concreta, la Den Dulk si è accodata tranquillamente al gruppo, forte di un vantaggio che la poneva al riparo da qualsiasi lotta per il posizionamento. Una volta rientrata nel gruppo, era come se non avesse più nulla da perdere, o meglio, avesse già vinto, estraniandosi completamente dalla bagarre che accendeva invece le altre pattinatrici e creando un'evidente situazione di confusione.

In una di queste fasi convulse, è accaduto l'incidente più temuto. Un contatto in curva, probabilmente nato da un tentativo di sorpasso ai danni di Arianna Fontana da parte dell'americana Kristen Santos-Griswold, ha innescato una caduta a catena dalle conseguenze drammatiche. La polacca Kamila Sellier, rimasta coinvolta, è stata letteralmente taglieggiata dalla lama di un pattino, riportando un profondo taglio al volto che ha immediatamente tinto di rosso la pista bianca. Il ghiaccio si è macchiato di sangue, e l'immagine, per fortuna lontana e sfocata per chi era sugli spalti, è apparsa nei suoi reali e terribili termini solo grazie alle immagini diventate virali sui social -2. La Sellier è stata soccorsa a bordo pista con un telo bianco a proteggerla dagli sguardi del pubblico e poi trasportata via in barella, mentre la gara veniva giustamente interrotta. La Santos-Griswold, causa del fallo, è stata squalificata, e la Fontana, dopo essersi rialzata e aver constatato di essere ancora in grado di proseguire, ha dovuto prepararsi per la ripartenza di una gara che era stata stravolta. Nonostante la botta e la paura, la fuoriclasse valtellinese ha saputo gestire con intelligenza la ripresa, chiudendo seconda dietro alla sudcoreana Kim Gilli e staccando così il biglietto per le semifinali, sebbene nell'intervallo tra le due manche i sanitari ne abbiano monitorato attentamente le condizioni fisiche -1.

Nelle altre semifinali, a completare il quadro di una qualificazione tutta al femminile, ci hanno pensato Elisa Confortola e l'altra Arianna, Sighel. La Confortola, inserita in una semifinale complessa, ha chiuso in seconda posizione alle spalle dell'olandese Xandra Velzeboer, dimostrando carattere e determinazione. Arianna Sighel, invece, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie nella sua serie, la più veloce della serata, riuscendo a strappare il pass per la finale soltanto come migliore terza, con un tempo che, nelle altre circostanze, non sarebbe forse bastato -1. Una qualificazione di misura, la sua, che ha però permesso all'Italia di presentare un terzetto al completo nella gara che assegnerà le medaglie, un risultato tutt'altro che scontato alla vigilia.

Staffetta maschile, una gestione perfetta per il bronzo

Se le ragazze hanno vissuto sul filo del rasoio, per gli uomini la serata si è conclusa con il sorriso e una medaglia al collo, la terza per lo short track azzurro in questi Giochi dopo l'oro della staffetta mista e l'argento di Fontana nei 500 metri -3. Nella finale A dei 5000 metri, Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli hanno disputato una gara di rara intelligenza tattica e cuore. Per lunghi tratti, gli azzurri hanno gestito la prova restando nel gruppo, per poi provare ad allungare a metà gara e dettare il loro ritmo, ingaggiando un duello serrato con l'Olanda.

Negli ultimi cinque giri, il copione è cambiato ancora: il ritmo è salito vertiginosamente e Sighel, nel tentativo di conquistare la seconda posizione, ha rischiato grosso con un sorpasso al limite che per un attimo ha fatto temere una caduta. Ma il pattinatore delle Fiamme Gialle è rimasto miracolosamente in piedi, lottando fino all'ultimo metro. Nell'ultimo giro, però, la potenza dell'Olanda ha avuto la meglio, conquistando l'oro, mentre la Corea del Sud ha chiuso in seconda posizione, relegando l'Italia a un bronzo comunque splendido, vinto con il tempo di 6:52.35 e confermando il metallo ottenuto quattro anni fa a Pechino -1. Per Sighel, Spechenhauser e Nadalini, questa è la seconda medaglia in questa edizione dei Giochi, un bottino che impreziosisce ulteriormente il cammino della squadra. E se per loro la festa può continuare, l'attenzione ora torna alle due Arianna, pronte a giocarsi tutto in una finale che si preannuncia incandescente.

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