Arianna Fontona, quinta nei 1500, e l'Italia dello short track fa festa con un altro bronzo nella staffetta maschile
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Redazione Sport
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Il lungo e avvincente programma dello short track, in questa edizione dei Giochi di Milano Cortina 2026, si è chiuso con una serata che ha regalato emozioni contrastanti al pubblico italiano, tra la gioia per un podio maschile e la delusione per le due Arianne, rimaste giù dal podio. La Milano Ice Skating Arena di Assago è stata il teatro dell'ultimo atto, con la finale dei 1500 metri femminili e quella della staffetta maschile sui 5000 metri, gare che hanno tenuto gli spettatori con il fiato sospeso fino all'ultima curva. La squadra azzurra, composta da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli, è riuscita nell'impresa di conquistare la medaglia di bronzo, preceduta solamente da un'Olanda dominante e dalla sempre temibile Corea del Sud, in una gara dai ritmi serratissimi e dai continui cambi di posizione che ne hanno decretato l'altissimo livello tecnico -3-5. Questo metallo, il ventisettesimo per la delegazione azzurra, ha assunto un sapore particolare non solo per la prestazione in sé, ma anche perché ha permesso all'Italia di salire sul podio in tutti e tre gli eventi a squadre previsti, dopo l'oro nella staffetta mista e l'argento in quella femminile, un risultato che non aveva precedenti nella storia di questa disciplina -3-8.
Una caduta e tanta fatica per la regina Fontana, quinta al traguardo
Ben diverso, invece, l'esito della gara individuale che vedeva protagonista assoluta Arianna Fontana, la campionessa valtellinese che con i suoi quattordici allori olimpici rappresenta ormai un monumento dello sport italiano -1-6. La sua ultima fatica in terra di casa, probabilmente l'ultima gara individuale della sua carriera a cinque cerchi a giudicare dall'emozione con cui ha salutato il pubblico, è stata segnata da un percorso irto di ostacoli sin dalle batterie di qualificazione. Nel suo quarto di finale, infatti, è rimasta vittima di una caduta provocatasi per un contatto con l'americana Santos-Griswold e la polacca Kamila Sellier, quest'ultima toccata al volto dalla lama di un'avversaria in un'immagine piuttosto forte che ha fatto il giro del mondo -4-5. Nonostante una violenta botta che ha richiesto massaggi ripetuti, Fontana ha dovuto disputare nuovamente la propria serie, qualificandosi con autorità, ma lo sforzo supplementare e la tensione accumulata potrebbero aver influito sulla sua resa nella finale -4-9.
Nell'atto conclusivo, corso sulle distanze dei 1500 metri, la fuoriclasse di Sondrio ha dovuto cedere il passo a un quartetto di avversarie semplicemente più brillanti, chiudendo in quinta posizione in una gara che ha visto il dominio sudcoreano con il primo e il secondo posto. Assieme a lei, a rappresentare i colori azzurri, c'erano anche Arianna Sighel, giunta sesta, ed Elisa Confortola, la quale, dopo essere stata sfortunatamente coinvolta in una caduta in semifinale, ha vinto la finale B, piazzandosi decima assoluta -4-9. Proprio questo piazzamento di Confortola ha permesso all'Italia di centrare un altro piccolo record, quello di avere tre atlete nella top-ten della stessa gara olimpica, un segnale tangibile della profondità del movimento femminile italiano in questa specialità -4. La serata ha dunque visto l'Italia dello short track confermarsi una potenza globale, capace di soffrire con le proprie campionesse e di esultare con i propri gladiatori, in un avvicendarsi di sorrisi e amarezze che solo lo sport ad altissimo livello sa regalare.




