Short track, argento per la staffetta femminile. Fontana nella storia con 14 medaglie
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Redazione Interno
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La notte del ghiaccio al Forum di Assago regala all’Italia un altro capitolo di storia sportiva, un argento che vale molto più del metallo con cui è coniato. La staffetta femminile dei tremila metri dello short track, composta da Arianna Fontana, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Chiara Betti, ha conquistato il secondo gradino del podio alle spalle di una Corea del Sud semplicemente impeccabile, e davanti a un Canada che ha dovuto accontentarsi del bronzo. È la ventiseiesima medaglia per la spedizione azzurra a queste Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, un bottino che supera abbondantemente i vecchi primati, come quello di Lillehammer 1994, ma il dato statistico, per quanto rilevante, passa quasi in secondo piano di fronte all’impresa personale della portabandiera. Per Arianna Fontana, quella staffetta rappresenta la quattordicesima medaglia olimpica in carriera, un traguardo che le permette di archiviare definitivamente un record che resisteva da sessantacinque anni, quello del grande schermidore Edoardo Mangiarotti, fermo a tredici podi tra Giochi estivi e invernali.
La gara, come spesso accade in una specialità nervosa e imprevedibile qual è lo short track, ha avuto una dinamica che in pochi avrebbero saputo pronosticare alla vigilia. I Paesi Bassi, squadra temibile e data tra le favorite per l’oro con la loro stella Xandra Velzeboer, sono incappati in una caduta rovinosa a quindici giri dal termine, un contatto con un'avversaria che li ha estromessi dalla lotta per le medaglie e che ha di fatto ridisegnato la classifica. Le azzurre, partite senza i favori del pronostico ma con la pazienza e l'intelligenza tattica che contraddistinguono le grandi squadre, hanno saputo approfittare della situazione, mantenendo la lucidità necessaria per non farsi travolgere dall'emozione del pubblico amico. C’è stato anche un momento, nel corso della finale, in cui l’Italia è riuscita persino a portarsi in testa, alimentando il sogno dell'oro, ma l'ultimo cambio ha visto il ritorno veemente delle coreane, capaci di riprese con una progressione inesorabile che ha consegnato all’Italia un argento comunque meraviglioso.
Per Fontana, trentacinque anni compiuti e un esordio olimpico lontano nel 2006 sempre in casa, a Torino, questa medaglia rappresenta il coronamento di una carriera costellata di successi e di difficoltà superate. Dopo aver eguagliato Mangiarotti qualche giorno fa nei cinquecento metri, stasera arriva il sorpasso in solitaria: tre ori, sei argenti e cinque bronzi in sei edizioni dei Giochi, un ruolino di marcia che pochi atleti al mondo, non solo in Italia, possono vantare. C'è chi, tra il pubblico presente sugli spalti, ha avuto la fortuna di vederla gareggiare due decenni fa e di rivederla oggi, sempre lì, a lottare curva dopo curva contro avversarie che spesso hanno la metà dei suoi anni. E in tribuna, a celebrare l'impresa, c’erano anche il Presidente del Consiglio, il ministro per lo Sport e i vertici del CONI, a testimoniare la portata nazionale di un risultato che va oltre i confini del movimento del ghiaccio.
Le dichiarazioni a caldo e il retroscena della caduta olandese
La felicità delle quattro azzurre, nel dopo-gara, era palpabile e contagiosa, una miscela di sollievo e gioia incontenibile per un risultato costruito con sacrificio. Elisa Confortola, una delle componenti del quartetto, ha parlato di un argento che vale quanto un oro, proprio per come è maturato e per la consapevolezza di aver disputato una prova di squadra quasi perfetta dal punto di vista della concentrazione. Ha raccontato del boato del pubblico nei momenti in cui l’Italia si era portata in testa, un rumore assordante che per un attimo ha fatto tremare il ghiaccio e che loro hanno cercato di trasformare in energia positiva. La caduta delle olandesi, per quanto sfortunata per le avversarie, ha aperto uno scenario inedito e le azzurre non se lo sono fatte sfuggire, consapevoli che in una finale olimpica conta solo il risultato e che la sorte va presa al volo quando decide di voltarti dalla parte giusta.
Arianna Fontana, dal canto suo, appariva quasi senza parole, un’eventualità rara per un'atleta abituata a gestire la pressione mediatica con la stessa disinvoltura con cui gestisce le curve strette. Ha ammesso di non aver ancora realizzato appieno di essere diventata l'olimpionica italiana più vincente di sempre, spiegando che probabilmente ci vorrà una notte di sonno, o forse più, per metabolizzare la portata di un traguardo del genere. Ha speso parole dolcissime per le sue compagne, senza le quali questo record non sarebbe arrivato, e ha sottolineato come questa staffetta rappresenti il perfetto equilibrio tra la sua esperienza e la loro freschezza. Un pensiero, inevitabilmente, è andato anche alla sfortuna delle olandesi, dimostrando quella sportività che contraddistingue i campioni veri, capaci di gioire per il proprio successo senza dimenticare il dolore altrui, anche in uno sport spietato come il pattinaggio.
Il medagliere e il record infrantone
Con questo argento, l’Italia consolida la sua seconda posizione nel medagliere generale alle spalle della corazzata Norvegia, un risultato che pochi, alla vigilia dei Giochi, avrebbero osato pronosticare con così tanta certezza. I ventisei podi complessivi rappresentano un traguardo storico per lo sport italiano, una valanga di medaglie che tiene vive le speranze di chiudere questa rassegna olimpica tra le prime potenze mondiali. Ma al di là dei numeri di squadra, è il record individuale di Fontana a brillare di luce più intensa: superare Mangiarotti, leggenda della scherma mondiale, non è cosa da tutti i giorni. Il suo nome ora campeggia da solo in cima a questa classifica che durava da Roma 1960, un'asticella che sembrava destinata a rimanere intoccabile per chissà quanti altri decenni e che invece è stata polverizzata da una pattinatrice di mezza montagna lombarda.
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Description: Arianna Fontana entra nella leggenda con l'argento nella staffetta dello short track a Milano-Cortina 2026. Per lei è la 14esima medaglia olimpica, superato il record di Mangiarotti.




