Bimbo di 5 anni scompare a Ventimiglia: il giallo del campeggio e le ricerche notturne
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Redazione Interno
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Le ricerche di Alain Bernard Ganaos, il bambino di cinque anni svanito nel nulla venerdì 11 luglio dal campeggio Por la Mar di Latte, frazione di Ventimiglia, non si sono mai fermate, neppure di notte. Arrivato poche ore prima con la famiglia – genitori filippini e sorella – per una vacanza improvvisa, il piccolo si sarebbe allontanato mentre il padre era intento a sistemare la tenda. Un gesto banale, quello di perdersi tra i vialetti del camping, che però ha assunto i contorni di un mistero quando, dopo le prime ore di caccia all’uomo, sono emersi dettagli discordanti.
Le telecamere di sicurezza hanno immortalato un uomo non identificato – descritto come alto, magro e con indosso una felpa scura – che avrebbe aiutato il padre a montare l’attrezzatura. Un particolare che, seppur marginale, ha acceso i riflettori sulle dinamiche della scomparsa. Quel che è certo è che Alain, torinese di nascita ma con origini filippine, indossava una maglietta bianca e pantaloncini verdi al momento dell’ultimo avvistamento. Le sue foto, diffuse in tempo reale, hanno mobilitato non solo i soccorritori a terra, ma anche due elicotteri dei vigili del fuoco e dei carabinieri, che hanno setacciato l’area tra Ventimiglia e il confine francese.
Il padre, interrogato dagli investigatori, ha fornito una versione dei fatti lineare, ma le difficoltà linguistiche – la famiglia parla prevalentemente tagalog – hanno rallentato la ricostruzione. Quel che resta è un groviglio di domande senza risposta: perché il bambino, abituato a stare sotto la supervisione dei genitori, avrebbe dovuto allontanarsi da solo? E chi era l’uomo della felpa, mai ritrovato nonostante i controlli incrociati?




