Bimbo scomparso a Ventimiglia, forse oggi le dimissioni dall’ospedale: come sta Allen

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Allen Bernard Ganao, il bambino di cinque anni ritrovato dopo quasi 40 ore passate nei boschi di Latte, frazione di Ventimiglia, potrebbe lasciare oggi l’ospedale di Imperia, dove è ricoverato nel reparto pediatrico. Il piccolo, di origine filippina, era scomparso venerdì 11 luglio durante una vacanza con la famiglia in un campeggio locale, scatenando ricerche intense che si sono concluse solo ieri mattina con il suo ritrovamento in condizioni fisiche fortunatamente non gravi.

Le operazioni di ricerca, coordinate dai soccorsi con l’ausilio di unità cinofile e volontari, hanno seguito un approccio particolare, dettato dalle esigenze specifiche del bambino. Roberto Ravera, lo psicologo che ha guidato le operazioni, ha spiegato che Allen, affetto da autismo, è disturbato dai rumori forti e dalla confusione, elementi che avrebbero potuto spingerlo a nascondersi ancora più a fondo. «Lo abbiamo cercato nel suo mondo – ha detto Ravera – nella natura, nel silenzio». Per questo, invece delle tradizionali sirene, i soccorritori hanno utilizzato la voce della madre, musiche familiari e stimoli sensoriali, concentrandosi sulle zone del bosco in cui un bambino avrebbe potuto sentirsi al sicuro.

Tra i protagonisti del ritrovamento ci sono stati due cani molecolari, Hilda e Gemma, bloodhound di nove anni addestrati dall’associazione K9 Academy, il cui fiuto ha permesso di individuare il piccolo dopo una lunga perlustrazione tra i sentieri impervi della zona. Allen, secondo quanto ricostruito, avrebbe percorso circa tre chilometri a piedi, rifugiandosi in un cunicolo dove ha trascorso due notti prima di essere trovato.

Mentre la famiglia si prepara a riabbracciare il bambino, un’altra questione rimane aperta: quella del testimone che avrebbe visto Allen poco prima della scomparsa senza intervenire. Pierluigi Dellano, questo il suo nome, ha fornito versioni discordanti agli inquirenti sul suo incontro con il bambino, al quale avrebbe persino sentito dire «papà» senza però trattenerlo. La sua posizione è ora al vaglio della procura, che valuta se procedere per abbandono di minore. Dellano, da parte sua, si è difeso affermando di aver tentato di aiutare il piccolo ma di averlo visto sfuggire di mano.

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