Bambino scomparso a Ventimiglia ritrovato dopo 36 ore, la madre: "Aveva fame, pensava agli Oreo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Trentasei ore di angoscia, trascorse tra ricerche febbrili e la paura che il tempo giocasse contro, si sono concluse con il ritrovamento di Allan, il bambino di cinque anni di origine filippina residente a Torino, scomparso la sera dell’11 luglio dal campeggio "Por la Mar" di Ventimiglia, dove era in vacanza con la famiglia. La madre, Barbara Sadural Ganao, ha raccontato a Repubblica quei momenti, descrivendo il sollievo dopo l’urlo che ha annunciato la fine dell’incubo: il piccolo era stato individuato da tre volontari della protezione civile, in un roveto a oltre un chilometro e mezzo dal camping.
Nonostante le buone condizioni di salute, Allan è stato ricoverato in osservazione al Gaslini di Genova, dove resterà finché la Procura non ne disporrà la dimissione. "Aveva fame", ha spiegato la madre, sottolineando come il primo pensiero del bambino, una volta in sicurezza, sia stato rivolto ai biscotti Oreo. Le indagini, tuttavia, non si sono fermate: gli inquirenti stanno ricostruendo le dinamiche della scomparsa, interrogando testimoni e verificando ogni dettaglio.
Tra questi, Pierluigi Dellano, l’uomo che ha accompagnato il bambino poco prima della sua sparizione, è finito nel mirino degli investigatori. Dopo un lungo interrogatorio, potrebbe affrontare accuse di abbandono di minore, anche se il caso, per ora, non ha portato a provvedimenti giudiziari formali. Intanto, i genitori di Allan non si sono allontanati dal suo fianco, mentre i medici valutano se dimetterlo già oggi dall’ospedale di Imperia, dove è stato trasferito per ulteriori accertamenti.




