Ritrovato Allen, il bimbo scomparso a Ventimiglia: "Mi hanno torchiato bene", dice il testimone
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Redazione Interno
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"Ho cercato di aiutare, però mi hanno torchiato bene, non sono stati momenti facili". Le parole del testimone che aveva segnalato l’ultimo avvistamento del piccolo Allen Bernard Ganao, il bambino di cinque anni scomparso venerdì sera dal camping ‘Por la Mar’ di Latte, frazione di Ventimiglia, rivelano la tensione vissuta da chi si è trovato coinvolto nelle ricerche. Il bimbo, disperso per 37 ore tra boschi e terreni impervi, è stato ritrovato vivo domenica mattina grazie all’intervento determinante di tre volontari della Protezione civile di Pompeiana, che lo hanno individuato in una radura a circa un chilometro e mezzo dal campeggio.
"L’ho visto fermo, tra i rovi. Non si muoveva, ho pensato fosse morto", racconta Dario Mattiauda, uno dei soccorritori. "Poi il bambino ha mosso il braccio, si è toccato il viso, e ho capito che era vivo". Mattiauda, volontario della ‘Riviera dei Fiori’, non nasconde l’emozione: "Ho pensato ai miei figli. E ho pianto di gioia". Allen, seppur provato dall’esperienza, non avrebbe riportato conseguenze fisiche gravi, secondo le prime informazioni.
Le operazioni di ricerca, complicate dalla morfologia del territorio – colline scoscese, sterrati e vegetazione fitta – hanno visto l’impiego di mezzi sofisticati, come droni ed elicotteri, ma anche di unità cinofile non ufficiali. Tra queste, Hilda e Gemma, due cani molecolari "senza distintivo", come li ha definiti qualcuno, che hanno lavorato con la stessa dedizione delle squadre istituzionali. I soccorritori, nel tentativo di attirare l’attenzione del bambino, hanno persino utilizzato megafoni per diffondere canzoncine, una strategia che potrebbe aver contribuito a mantenerlo tranquillo fino al ritrovamento.




