Leapmotor travolge il mercato italiano, a febbraio la T03 è l’elettrica più venduta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato automobilistico italiano, che a febbraio ha visto crescere le immatricolazioni del 14 per cento rispetto allo stesso mese del 2025 attestandosi a 157.334 nuove vetture -2, porta con sé una novità destinata a ridisegnare gli equilibri nel settore delle zero emissioni. La crescita complessiva del bimestre, un +10,2 per cento che porta il totale a 299.373 unità, fa da sfondo a un fenomeno che ha pochi precedenti per rapidità e intensità. Leapmotor, il marchio nato dalla joint venture tra Stellantis e l’omonimo produttore cinese, ha letteralmente polverizzato i record precedenti: 5.006 immatricolazioni in trenta giorni, una crescita del 2.196 per cento su febbraio 2025 e una quota di mercato che, nel solo canale dei privati, raggiunge il 6 per cento. Numeri che, al netto di ogni possibile speculazione, raccontano una penetrazione commerciale la cui forza risiede in una strategia di prezzo che ha pochi eguali nel panorama europeo.

Il ruolo della T03 nella rincorsa all’elettrico

A trascinare questo risultato, certificato da Dataforce e dal ministero dei Trasporti, è soprattutto la citycar T03, un modello che da solo ha totalizzato 4.778 nuove targhe posizionandosi al quarto posto assoluto nella classifica generale delle vetture più vendute a febbraio, dietro mostri sacri come Fiat Panda, Jeep Avenger e Fiat Grande Panda. Un risultato che, se si analizza il solo comparto delle Bev, diventa ancora più clamoroso: la T03 conquista il 39,3 per cento del mercato elettrico totale e addirittura il 51,4 per cento tra i clienti privati, confermandosi per il secondo mese consecutivo l’auto a batteria preferita dagli italiani. Il merito, è evidente, va ascritto a una politica commerciale aggressiva che ha portato il listino a 15.900 euro, ma che soprattutto ha reso disponibile un finanziamento a tasso zero capace di abbattere la barriera psicologica dell’esborso iniziale. Non è un caso, del resto, che la casa cinese abbia potuto contare su una promozione lancio, quella dello scorso ottobre legata agli incentivi statali, che permetteva di portarsi a casa la vettura a cifre attorno ai 4.900 euro, creando un effetto volano le cui ripercussioni si registrano ancora oggi.

Il peso del gruppo Stellantis nella crescita del settore

L’exploit del marchio, va detto, si inserisce in un quadro più ampio che vede l’intero gruppo Stellantis performare ben al di sopra della media nazionale. Con 53.592 immatricolazioni e un +27,7 per cento, il colosso italo-francese cresce quasi il doppio rispetto al mercato, portando la propria quota al 34 per cento. Un dominio che emerge con chiarezza anche scorrendo la top ten di febbraio: le prime quattro posizioni sono tutte di proprietà del gruppo, con Fiat Pandina saldamente al comando con 12.612 unità, seguita da Jeep Avenger a 5.893 e Fiat Grande Panda a 5.500, prima, appunto, dell’irruzione di Leapmotor T03 al quarto posto. Per completare il quadro, sesta posizione per Citroën C3 con 3.131 immatricolazioni, a testimonianza di una capacità di presidiare l’intera filiera del mercato che pochi altri costruttori possono vantare. E se Fiat nel suo complesso registra 21.269 nuove auto e una quota del 13,5 per cento, cresciuta di 2,8 punti rispetto al 2025, il dato più sorprendente rimane quello del brand cinese, che nel solo mercato dei privati, come detto, ha conquistato una fetta di mercato superiore a molti competitor storici.

Le dinamiche del mercato e la spinta del noleggio

Va però osservato, per completezza di analisi, come il dato complessivo di febbraio debba essere letto con qualche cautela. L’Unrae, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere, sottolinea come il +14 per cento delle immatricolazioni sia in buona parte sostenuto dal noleggio a breve termine, una componente che, se depurata dal calcolo, ridimensionerebbe la crescita al 9 per cento. Un elemento che non sminuisce certo il risultato di Leapmotor, ma che aiuta a comprendere le dinamiche di un mercato in cui le flotte aziendali e le società di autonoleggio giocano un ruolo sempre più determinante. Nel caso specifico della T03, inoltre, colpisce la capacità di posizionarsi come seconda citycar più venduta in assoluto dopo la Pandina, un risultato che parla da sé sulla mutazione in corso nei gusti degli automobilisti, sempre più orientati verso soluzioni di mobilità urbana a basso costo di esercizio anche quando questo significa abbandonare marchi ultracentenari per scommettere su newcomer cinesi.

L’ascesa dei costruttori cinesi nel panorama italiano

Il balzo in avanti di Leapmotor, d’altra parte, non rappresenta un caso isolato nel panorama delle importazioni dall’Estremo Oriente. Se si guarda ai primi due mesi dell’anno, il marchio totalizza 5.727 unità, ma alle sue spalle incalza BYD con la Dolphin Surf a quota 1.554 e Citroën C3, pur di nazionalità europea, con 1.270 immatricolazioni. Una classifica, quella delle Bev, che vede la presenza di MG e di altri produttori asiatici pronti a insidiare il predominio storico di Tesla, le cui Model Y e Model 3, pur presenti nella top ten con rispettivamente 411 e 360 unità a febbraio, iniziano a sentire il fiato sul collo di una concorrenza sempre più agguerrita. La dichiarazione del country manager di Leapmotor Italia, Federico Scopelliti, che parla di “traguardo storico” a poco più di un anno dal lancio, suona dunque come la presa d’atto di una mutazione antropologica nel comportamento d’acquisto degli italiani: la fiducia verso un prodotto tecnologicamente avanzato ma proveniente da una filiera produttiva non tradizionale, una volta scalfita, ha aperto crepe profonde nelle certezze dei costruttori europei.

Il posizionamento nei segmenti e le prospettive del mercato

Interessante, infine, osservare come il fenomeno non si limiti al solo segmento delle citycar. La nuova Leapmotor B10, un crossover di segmento C-Suv, ha confermato a febbraio la terza posizione tra i Bev della sua categoria, salendo addirittura al secondo posto se si considera il solo canale dei privati. Segnale, questo, di una volontà di presidiare trasversalmente il mercato, offrendo alternative credibili in più fasce di prezzo e di carrozzeria. Il quadro che emerge dalle 12.572 auto elettriche immatricolate a febbraio, pari al 7,9 per cento del totale, è dunque quello di una trasformazione silenziosa ma inesorabile: la mobilità sostenibile, in Italia, smette di essere un fenomeno di nicchia e diventa terreno di conquista per chi, come Leapmotor, ha saputo interpretare con tempestività e coraggio la domanda di accessibilità che sale dal Paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.