Immatricolazioni auto a febbraio 2026, crescita a doppia cifra trainata dalle ibride e dal noleggio
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Redazione Economia
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Il mercato italiano dell’auto prosegue la sua fase di espansione, seppur con dinamiche che meritano un’analisi approfondita, e i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il mese di febbraio 2026 disegnano un quadro di netta ripresa, con un incremento a doppia cifra che supera le aspettative della vigilia. Le 157.334 vetture immatricolate nello scorso mese rappresentano, infatti, un balzo del 14,04% rispetto alle 137.965 dello stesso periodo dell’anno precedente, confermando e anzi accelerando il trend positivo già registrato a gennaio, quando la crescita si era attestata sul +6,2%. Questa performance porta il consuntivo dei primi due mesi dell’anno a 299.373 unità, facendo segnare un progresso del 10,2% sul 2025, un dato che, seppur confortante, va contestualizzato all’interno di un mercato che, come ricordano alcune analisi, non ha ancora recuperato i volumi pre-pandemia del 2019, risultando in calo del 12,9% se paragonato a quell'anno.
Osservando la struttura della domanda, emerge con chiarezza il ruolo sempre più preponderante degli operatori del noleggio, una tendenza che si consolida mese dopo mese e che, secondo le rilevazioni di Dataforce e Aniasa, ha visto il settore conquistare una fetta consistente del mercato, toccando quote vicine al 30%. In particolare, a febbraio il contributo determinante è arrivato dal noleggio a breve termine, una componente che, se isolata dall'analisi complessiva, ridimensionerebbe sensibilmente l'entusiasmo per la crescita registrata. L'Unrae, l'associazione che rappresenta le case automobilistiche estere, sottolinea infatti come, depurando il dato da questa voce, la variazione positiva si ridurrebbe al 9%, un elemento che suggerisce come la propensione all'acquisto da parte dei privati, pur in ripresa, proceda a un ritmo più moderato rispetto a quanto lasci intendere il dato grezzo delle immatricolazioni.
La rivoluzione silenziosa delle alimentazioni, con l'ibrido che diventa dominante e l'elettrico che accelera
L'analisi delle motorizzazioni offre lo spaccato più interessante di questa fase di transizione, fotografando un cambiamento profondo nelle preferenze degli automobilisti e delle flotte aziendali. Le vetture ibride, considerando sia le full hybrid che le più diffuse mild hybrid, hanno letteralmente conquistato il mercato, raggiungendo a febbraio una quota del 51,9% con 82.315 unità vendute e un incremento del 32,6% rispetto all'anno precedente; un dato, questo, che certifica il sorpasso definitivo sulle alimentazioni tradizionali. Parallelamente, il comparto delle auto ricaricabili ha mostrato una vitalità straordinaria, con le immatricolazioni di Bev (battery electric vehicle) e Phev (plug-in hybrid) che complessivamente sono aumentate del 91,4% nel mese, arrivando a rappresentare il 16% del totale, una progressione che, pur partendo da volumi assoluti ancora limitati, indica una direzione di marcia ormai consolidata.
Nel dettaglio, le auto completamente elettriche hanno toccato una penetrazione dell'8%, con una crescita dell'81,3%, spinte probabilmente anche dall'utilizzo degli incentivi statali prenotati nei mesi precedenti e dalle politiche di rinnovo delle flotte aziendali, sempre più orientate verso soluzioni a basse emissioni grazie anche ai fringe benefit agevolati. Le ibride plug-in, favorite dalle stesse misure fiscali per le auto aziendali, hanno fatto addirittura meglio, con un incremento del 102,7% che ha portato la loro quota all'8%. In forte sofferenza, invece, appaiono i motori tradizionali a benzina e diesel, che arretrano rispettivamente dell'11,9% e del 22,5%, con quest'ultimo ormai relegato a un ruolo marginale con una quota di mercato scesa al di sotto del 7%, un crollo verticale se si pensa alla sua predominanza di qualche anno fa.
Stellantis vola e doppia il mercato, exploit di Leapmotor e successi per i competitor cinesi
Nel vivace scacchiere dei costruttori, il gruppo Stellantis si conferma protagonista assoluto, mettendo a segno una performance che doppia la crescita media del mercato. Con 53.592 immatricolazioni, il colosso italo-francese ha registrato un incremento del 27,7% rispetto a febbraio 2025, portando la propria quota di mercato al 34%, in netto rialzo rispetto al 30,4% di un anno fa. A trainare questo risultato sono innanzitutto i modelli del gruppo che occupano le prime posizioni della classifica delle vendite, con Fiat Pandina saldamente al comando con 12.612 unità, seguita da Jeep Avenger e Fiat Grande Panda; un'altra vettura del gruppo, la Citroën C3, si piazza inoltre al sesto posto, confermando la capacità del gruppo di presidiare i segmenti più caldi del mercato.
Particolarmente degno di nota è il balzo in avanti di Leapmotor, il brand cinese la cui joint venture con Stellantis sta evidentemente dando i suoi frutti. La T03, una citycar elettrica, si è confermata l'auto a batteria più venduta in Italia, contribuendo a un incremento delle immatricolazioni del marchio pari a un impressionante +2.196% rispetto a febbraio 2025, con 5.006 unità e una quota del 3,2%. Ma Leapmotor non è l'unico costruttore asiatico a brillare: BYD ha infatti registrato un mese da record, con 4.110 immatricolazioni che rappresentano un +191% su base annua, conquistando la prima posizione assoluta nel segmento delle auto plug-in hybrid grazie a modelli come Seal U. Un risultato, questo, che testimonia come la penetrazione dei costruttori cinesi non sia più un fenomeno marginale, ma una realtà strutturale che sta rapidamente ridisegnando gli equilibri competitivi, con questi brand capaci di intercettare una domanda in forte crescita sia nel puro elettrico che, soprattutto, nel segmento delle ibride ricaricabili.
L'usato tiene il passo e il noleggio ridisegna il mercato, tra dinamiche strutturali e incognite future
Uno sguardo al mercato parallelo dell'usato rivela un andamento altrettanto positivo, sebbene con dinamiche proprie. I trasferimenti di proprietà, al netto delle minivolture temporanee, hanno raggiunto quota 513.810 a febbraio, segnando un incremento del 3,15% rispetto allo stesso mese del 2025, un dato che incrociato con le nuove immatricolazioni porta il volume globale delle vendite mensili a oltre 670.000 operazioni, di cui ben il 76,56% riguarda proprio vetture usate. Questo fenomeno, che vede la stragrande maggioranza degli scambi concentrarsi sull'usato, è indicativo di un atteggiamento ancora cauto da parte dei consumatori, i quali, nonostante il ritorno della crescita, sembrano prediligere soluzioni più economiche e meno vincolanti, complice l'incertezza legata ai prezzi elevati del nuovo e alla rapida evoluzione tecnologica.
Il vero motore del mercato del nuovo, come accennato, rimane comunque il noleggio, sia a lungo che a breve termine, una formula che sta definitivamente cambiando il volto della mobilità italiana, come confermano i report di Aniasa e Dataforce. Le imprese e, in misura crescente, i privati, sembrano apprezzare la flessibilità e la certezza dei costi offerte da queste soluzioni, preferendo l'uso alla proprietà in un contesto economico ancora complesso. Questa tendenza, che vede il noleggio come pilastro fondamentale dell'intero settore, pone tuttavia degli interrogativi sulla salute di fondo del mercato: la crescita, infatti, appare sempre più sostenuta da operatori professionali e flotte aziendali, mentre la domanda dei privati, depurata da queste componenti, mostra un ritmo di recupero più lento, una dicotomia che sarà interessante monitorare nei prossimi mesi per capire se si tratti di una fase congiunturale o di un mutamento strutturale e permanente delle abitudini di acquisto degli italiani.




