Rayman compie trent’anni: la riedizione di Digital Eclipse tra tesori di archivio e una colonna sonora che fa discutere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’era una volta, nel lontano 1995, un personaggio senza braccia né gambe che riuscì a ritagliarsi uno spazio in un mercato dominato da idraulici baffuti e porcospini blu. Quell’eroe, nato dalla matita di Michel Ancel, è oggi al centro di un’operazione nostalgia che porta la firma di Digital Eclipse, studio californiano ormai specializzato nella conservazione digitale dei classici. La Rayman 30th Anniversary Edition, annunciata durante lo State of Play di Sony e pubblicata a sorpresa il 13 febbraio su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch, si presenta come un’antologia definitiva del primo capitolo della serie, ma il suo arrivo non è stato accolto con il solo entusiasmo che ci si aspetterebbe per un evento simile -2-10. A rendere complessa l’accoglienza, infatti, è una scelta artistica che ha sollevato più di un malumore tra i fedeli del piccolo eroe viola.

Il valore documentale della raccolta è, va detto, ineccepibile. Digital Eclipse ha messo in campo l’approccio museale che aveva già sperimentato con Atari 50 o con la Mortal Kombat: Legacy Kollection, confezionando un’opera che permette di ripercorrere l’evoluzione del gioco attraverso cinque versioni differenti: quelle per PlayStation, Atari Jaguar, MS-DOS, Game Boy Color e Game Boy Advance -5-6. Ci sono anche 120 livelli aggiuntivi, provenienti da pacchetti come Rayman 60 Levels e Rayman by His Fans, e un prototipo inedito per Super Nintendo, quello che avrebbe dovuto vedere la luce su un CD-ROM mai realizzato, a testimoniare le ambizioni tecnologiche di un’epoca -1-5. A completare il quadro, un documentario interattivo con oltre cinquanta minuti di interviste ai creatori originali, bozzetti e materiali di produzione che gettano luce su un processo creativo, quello degli studi francesi di Montpellier, che meriterebbe senz’altro più attenzione -10.

Eppure, nonostante la completezza dell’operazione, un nodo cruciale ha inasprito l’umore dei fan. Le colonne sonore originali di Rémi Gazel, il compositore scomparso nel 2019, sono state interamente sostituite da nuove orchestrazioni curate da Christophe Héral, già autore delle musiche di Rayman Origins e Legends -1-9. Una scelta che Héral, sulla carta, avrebbe tutte le credenziali per compiere, visto il suo legame con la saga. Il risultato, però, ha spiazzato chi sperava di risentire le note che accompagnavano i salti nei Band Lands o il tema principale che introduceva l’avventura. Sui forum e sui social network, in molti hanno parlato di un’operazione che tradisce lo spirito dell’originale, al punto che l’assenza della possibilità di scegliere tra vecchia e nuova versione è diventata una ferita difficile da accettare -9. Ubisoft, interpellata sulla questione, ha fatto sapere in via informale di essere al corrente del malcontento, lasciando intendere che un aggiornamento potrebbe sanare questa mancanza, ma al momento nessuna patch è stata resa disponibile -1-7.

Un'eredità tecnica da maneggiare con cura

Dal punto di vista tecnico, poi, le cose non vanno tutte per il verso giusto. Le cinque versioni incluse sono state emulate con risultati altalenanti: se le edizioni per Game Boy Advance e Game Boy Color godono di buona salute, lo stesso non si può dire per quella PlayStation, che soffre di un input lag percepibile, o per la malcapitata versione Atari Jaguar, descritta da alcuni come ai limiti della giocabilità a causa di rallentamenti e problemi di risposta ai comandi. Un paradosso, considerando che Digital Eclipse aveva costruito la propria reputazione sulla precisione delle proprie emulazioni. C’è poi la questione delle localizzazioni: la versione europea del gioco originale, quella con il celebre doppiaggio francese, è stata esclusa. Si può giocare solo con i testi e l’audio in inglese, una scelta che stride con le origini transalpine del personaggio e con la presenza, nel documentario, di interviste in francese sottotitolate.

Il ritorno del senza braccia è solo l'inizio, parola di Guillemot

A gettare luce sul futuro della serie è intervenuto Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, in un'intervista rilasciata a Variety. Il dirigente ha definito Rayman un "franchise storico" per la compagnia, sottolineando come questa riedizione rappresenti solamente "il primo passo verso il ritorno del marchio". Guillemot ha parlato di un affetto duraturo per il personaggio e della volontà di esplorare nuove direzioni per farlo evolvere, promettendo che presto si saprà qualcosa di più concreto. Un’apertura che fa il paio con le voci, circolate nei mesi scorsi, di un progetto AAA in lavorazione presso Ubisoft Milan, e con le dichiarazioni dello stesso Michel Ancel, il quale aveva anticipato l’esistenza di una riedizione in alta definizione con qualche checkpoint in più per ammorbidire la difficoltà infernale dell’originale.

L’edizione fisica del gioco, comprensiva di poster, adesivi e tre cartoline, arriverà sugli scaffali il 26 giugno al prezzo di 34,99 euro, distribuita in Italia da Meridiem Games -6. Per ora, chi vuole tuffarsi nei ricordi deve accontentarsi della versione digitale da 19,99 euro, sperando che un futuro aggiornamento rimetta a posto i tasselli mancanti e restituisca ai giocatori la possibilità di ascoltare le melodie che hanno fatto la storia del platform. Perché se è vero che il tempo passa per tutti, per un personaggio senza arti come Rayman anche la nostalgia ha bisogno delle sue stampelle.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.