Francesco De Gregori, da Tenco a Sanremo: “Mai sul quel palco”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Francesco De Gregori ha raccontato che la morte di Luigi Tenco segnò profondamente il suo rapporto con il Festival di Sanremo, al punto da promettere a se stesso, quando aveva appena 16 anni, che non sarebbe mai salito su quel palco. Il cantautore ha ricordato il suicidio di Tenco come uno spartiacque emotivo e culturale per la sua generazione, tornando su un episodio che continua a influenzare il suo modo di guardare alla musica italiana e al sistema dello spettacolo. Le sue parole sono riemerse durante la presentazione del progetto “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, nato per riportare dal vivo canzoni meno note del suo repertorio.
Nel racconto di De Gregori, Luigi Tenco resta una figura legata a un’idea intensa e dolorosa della musica d’autore. Chi è nato molti anni dopo continua a conoscere alcune sue canzoni e la voce malinconica che le accompagnava, ma per chi visse quel periodo il gesto del cantautore ebbe un impatto molto più profondo. De Gregori ha collegato direttamente quella vicenda alla sua distanza storica da Sanremo, spiegando che il suicidio di Tenco rappresentò qualcosa di traumatico e incompatibile con l’immagine del festival. Da allora il cantautore romano ha sempre mantenuto quella promessa personale, senza mai cambiare posizione.
Nevergreen, il progetto dedicato alle canzoni meno conosciute
Le dichiarazioni sono arrivate durante la presentazione di “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, progetto che comprende un docufilm, un album dal vivo, nuove residenze teatrali e altri concerti. L’idea nasce dalla volontà di riportare sul palco brani raramente eseguiti dal vivo, con una scaletta diversa ogni sera. Il debutto era avvenuto nell’autunno del 2024 al Teatro Out Off di Milano, dove si era creata una forte vicinanza emotiva tra il pubblico e il cantautore. Da quell’esperienza è nato anche il docufilm che andrà in onda il 4 giugno in prima serata su Rai3.
Il progetto proseguirà anche a Roma, dove De Gregori sarà in scena al Teatro Sala Umberto dal 27 ottobre al 15 novembre, con cinque nuove date già aggiunte. “Nevergreen” punta a far emergere lati meno conosciuti del repertorio del cantautore, attraverso canzoni considerate quasi nascoste rispetto ai grandi classici che hanno segnato la sua carriera. La scelta di costruire concerti ogni volta diversi permette di riscoprire materiali poco frequentati e di creare un rapporto diretto con la platea, senza una struttura rigida e sempre uguale.
Le parole su Springsteen e la politica degli artisti
Durante la stessa presentazione, Francesco De Gregori ha parlato anche del rapporto tra musica e politica, prendendo le distanze dagli artisti che utilizzano il palco per esprimere posizioni politiche molto nette. Il riferimento è arrivato parlando di Bruce Springsteen e delle sue prese di posizione contro Donald Trump. De Gregori ha spiegato di provare “un certo imbarazzo” quando una figura dello spettacolo sceglie di schierarsi in maniera “netta e apodittica” su temi internazionali e sulle guerre, sostenendo che questioni così complesse richiedano attenzione e analisi più approfondite.
Il cantautore ha collegato questo tema anche al proprio percorso personale e al rapporto con la politica, ricordando episodi del passato e il clima vissuto negli anni Settanta. Le sue dichiarazioni hanno riaperto il dibattito sul ruolo pubblico degli artisti italiani e sul confine tra espressione artistica e intervento politico. In questo contesto, De Gregori ha ribadito una posizione di forte cautela verso l’esposizione pubblica delle opinioni politiche nel mondo dello spettacolo, mantenendo una linea distante sia dagli slogan sia dalle prese di posizione più radicali.




