L’Italia guarda la Terra dallo spazio: sette satelliti Iride in orbita con un lancio storico
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nella serata del 23 giugno, un Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita sette satelliti della costellazione Iride, segnando un passo decisivo per l’osservazione terrestre italiana. Il sistema, finanziato con oltre un miliardo di euro e promosso dal governo, è coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), mentre la realizzazione delle piattaforme è affidata ad Argotec, azienda torinese specializzata in ingegneria aerospaziale.
Quelli lanciati sono satelliti HEO – Hawk for Earth Observation –, progettati per monitorare il pianeta con tecnologie avanzate. Il decollo, avvenuto alle 23:19 dalla missione *Transporter-14*, rappresenta un primato europeo: mai prima d’ora era stato inviato nello spazio un così alto numero di apparati appartenenti a una stessa costellazione istituzionale. «Un risultato che dimostra la capacità italiana di competere in un settore strategico», ha commentato Teodoro Valente, presidente dell’ASI, sottolineando come il progetto unisca competenze pubbliche e private.
Accanto a Iride, è partita anche Mission Possible, iniziativa che punta a sviluppare la prima capsula cargo riutilizzabile europea. Un esperimento chiave per ridurre la dipendenza dai vettori stranieri, come ha spiegato Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di osservazione terrestre dell’ESA: «L’autonomia è fondamentale, e questa missione è un tassello importante».
David Avino, CEO di Argotec, ha ricordato che i satelliti HEO sono solo l’inizio: «La costellazione Iride, una volta completata, sarà composta da otto unità, rafforzando il ruolo dell’Italia nello spazio». L’azienda, fondata nel 2008 e oggi presente anche in Germania, Stati Uniti e Dubai, è tra i protagonisti di un settore in cui il paese punta a ritagliarsi una posizione di rilievo.




