Garlasco, la gip respinge la richiesta di incidente probatorio sui pc di Stasi e Poggi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il procedimento che vede Andrea Sempio nuovamente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel lontano agosto del 2007, prosegue il suo iter giudiziario senza una delle verifiche tecniche richieste dalla difesa. La giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, ha infatti rigettato l'istanza presentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, i quali avevano chiesto l'autorizzazione per un incidente probatorio volto a esaminare, con un consulente di parte, i vecchi computer appartenuti alla vittima e ad Alberto Stasi. Quest'ultimo, va ricordato, è già stato condannato in via definitiva per lo stesso efferato delitto che, ormai da quasi due decenni, tiene col fiato sospeso l'opinione pubblica e le forze dell'ordine, in una vicenda giudiziaria tra le più intricate della cronaca nera recente.

Le ragioni del rigetto

Nel provvedimento scritto, la gip ha motivato la propria decisione sottolineando come le analisi sui supporti informatici, che i difensori di Sempio intendevano sottoporre a un nuovo scrutinio, siano già al centro di una consulenza tecnica disposta dalla stessa Procura di Pavia nel corso delle indagini in essere. Gli accertamenti sui dispositivi, comprese le attività riconducibili al pc di Stasi nella serata del 12 agosto, vigilia del fatto di sangue, sono quindi già in corso d'opera sotto la supervisione degli inquirenti. La richiesta di un duplice esame, svolto in contraddittorio tra le parti dopo quello già effettuato sul materiale genetico, è apparsa pertanto superflua alla magistratura, la quale ha ritenuto di non dover moltiplicare le perizie su identici oggetti.

La posizione della difesa

Nonostante l'esito negativo dell'istanza, la difesa dell'uomo, che oggi ha 37 anni, ha espresso una certa soddisfazione per la direzione assunta dalle indagini. Gli avvocati, i quali avevano sollevato la questione per acquisire elementi che ritenevano potessero essere utili alla ricostruzione dei fatti, hanno interpretato la decisione del gip come un implicito riconoscimento dell'importanza di quegli stessi accertamenti, che proseguono ora nell'alveo delle indagini principali. La vicenda, del resto, si è riaperta dopo anni sulla base di nuovi elementi e rilevazioni tecniche, riportando alla ribalta una tragedia che molti consideravano giuridicamente conclusa con la condanna irrevocabile di Stasi.

Il quadro processuale

La macchina della giustizia continua dunque il suo lavoro, scandagliando ogni dettaglio di un caso che ha lasciato profonde ferite. L'inchiesta procede ora lungo il binario tracciato dalla Procura, senza l'incidente probatorio richiesto, ma con l'attesa per gli esiti della consulenza già commissionata. La vicenda, che si snoda tra Pavia e Garlasco, rimane un esempio di come le indagini, anche dopo sentenze definitive, possano essere soggette a riesami e nuovi sviluppi, alla luce di ciò che la tecnologia e l'approfondimento investigativo possono rivelare a distanza di molto tempo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.