Sergio Mattarella nella Marsiglia “cuneese”
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Redazione Interno
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto Marsiglia, città simbolo dell’emigrazione italiana in Francia, per ricevere il 5 febbraio l’onorificenza di Dottore Honoris Causa in Giurisprudenza e Scienze Politiche dall’Università di Aix-Marseille. Durante la cerimonia, tenutasi al Palais du Pharo, il Capo dello Stato ha incontrato numerosi discendenti di cuneesi, molti dei quali hanno trovato nella città francese una nuova patria, mantenendo però saldi i legami con le origini italiane. Marsiglia, spesso definita la “città più italiana di Francia”, è stata così teatro di un momento che unisce storia, cultura e politica.
Proprio in questo contesto, Mattarella ha pronunciato un discorso che ha suscitato reazioni contrastanti. Paragonando l’aggressione russa all’Ucraina alle “guerre di conquista” del Terzo Reich, il presidente ha sollevato un vespaio di polemiche. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha bollato le sue parole come “invenzioni blasfeme”, accusandolo di aver tracciato paralleli storici “oltraggiosi e falsi”. La replica di Mosca non si è fatta attendere, alimentando un dibattito che ha travalicato i confini nazionali.
Non solo la Russia ha reagito. In Italia, le dichiarazioni di Mattarella hanno trovato sostenitori e detrattori. Tra questi ultimi spicca Maicol Faccini, consigliere comunale di San Bonifacio ed esponente di Forza Nuova, che su Facebook ha attaccato il presidente definendolo un “piccolo omino” e auspicando una figura come Vladimir Putin alla guida del Paese. Le parole di Faccini, che hanno riportato alla luce tensioni politiche interne, sono state riprese e criticate da più parti, alimentando una discussione già accesa.
Dall’altra parte, però, non mancano le voci di chi difende il Capo dello Stato. Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, ha sottolineato come sia la Russia a proporre “un falso storico”, mentre Mattarella avrebbe semplicemente richiamato una verità incontestabile. “La storia non mente”, ha affermato Occhetto, esortando il governo italiano a schierarsi senza ambiguità a fianco dell’Europa. Anche Primo Minelli, presidente di Anpi Milano, ha espresso solidarietà a Mattarella, ricordando come sia “l’unico presidente che ha la forza di parlare di antifascismo”.




