Trovato un cadavere nel Cuneese, ipotesi esecuzione
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Redazione Interno
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Il ritrovamento, avvenuto nelle primissime ore di questa mattina, venerdì 20 febbraio, ha spezzato la routine della zona degli Orti, alla periferia di Bra, nel Cuneese. È stato un automobilista di passaggio, mentre percorreva strada Chivola in direzione della frazione Pollenzo – una lingua d'asfalto che costeggia l'area nota come La Bassa, non lontano dalla tenuta Albertina – a notare il Corpo di un uomo riverso a bordo strada e a lanciare l'allarme. Sul posto, come prevedibile, si è precipitato il personale del 118, ma per la vittima non c'era ormai più nulla da fare. I carabinieri della compagnia locale, giunti immediatamente per i primi rilievi, hanno isolato l'area e avviato le investigazioni sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Asti, competente per territorio.
Gli elementi raccolti sul posto, seppure ancora al vaglio degli inquirenti che mantengono sulle labbra il riserbo più stretto, lasciano pochi margini al dubbio circa la natura violenta del decesso. La salma, stando a quanto trapela da fonti investigative, presenterebbe una ferita d'arma da fuoco localizzata alla nuca: un dettaglio, questo, che farebbe immediatamente propendere per l'ipotesi di un'esecuzione consumatasi in aperta campagna. La dinamica, con un singolo colpo sparato da distanza ravvicinata, richiama tristemente i rituali di certi regolamenti di conti, sebbene nessuna pista venga al momento privilegiata e gli investigatori si muovano con la cautela imposta dalle prime fasi di un'indagine.
Una dinamica che orienta le indagini
La precisone del delitto, qualora i successivi accertamenti autoptici dovessero confermare la traiettoria e la tipologia del proiettile, restringe il campo delle possibilità. L'ipotesi di un omicidio maturato in un contesto diverso, magari a seguito di una lite o di una rapina, appare infatti meno plausibile agli occhi degli investigatori, che si trovano di fronte a un quadro che parla il linguaggio della determinazione e della freddezza. Si cerca di ricostruire gli ultimi istanti di vita della vittima – un uomo la cui identità non è stata ancora ufficialmente divulgata, ma che le prime verifiche indicherebbero come un cittadino albanese di circa venticinque anni – e di capire se avesse frequentazioni o trascorsi che possano averlo portato a un epilogo tanto violento. I carabinieri hanno avviato un meticoloso lavoro di raccolta di testimonianze nella zona e stanno visionando i filmati degli eventuali impianti di videosorveglianza presenti lungo la strada Chivola e nelle vie limitrofe.
Il silenzio della Procura e i prossimi accertamenti
Nessuna conferma ufficiale giunge dagli uffici giudiziari astigiani, dove il fascicolo è stato aperto e verrà affidato a un pubblico ministero. La salma, dopo i primi rilievi sul campo, è stata trasferita presso le camere mortuarie dell'ospedale di Verduno, in attesa che il magistrato disponga l'esame autoptico. Sarà proprio l'autopsia, nei prossimi giorni, a dover chiarire con esattezza il numero dei colpi esplosi e la distanza di sparo, elementi cruciali per avvalorare o ridimensionare l'ipotesi della esecuzione. Si attende inoltre un eventuale riconoscimento formale da parte dei familiari, qualora la vittima fosse stata già identificata, o l'evolversi degli accertamenti dattiloscopici e genetici per risalire con certezza alla sua identità.




