Qui non è Hollywood, la serie italiana dell'anno
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La presunzione di giudicare senza vedere non è mai cosa buona, e questo vale anche per il mondo seriale. "Qui non è Hollywood", fresco di uscita il 30 ottobre su Disney+, si è rivelato essere, a nostro giudizio, la migliore serie italiana dell'anno. Così ben costruita e interpretata, potrebbe essere considerata un lungo film di quattro ore proiettato nelle sale cinematografiche. L'approccio dubbioso iniziale è stato rapidamente smentito dalle prime sequenze, che hanno chiarito l'intento del regista Pippo Mezzapesa: non speculare su un altro dolore, ma concentrarsi sulla psicologia dei protagonisti della vicenda e sulla denuncia del circo mediatico che dimentica le vittime per speculare sul loro omicidio.
Giulia Perulli, che interpreta Sabrina Misseri nella serie tv su Avetrana, ha raccontato nei dettagli la trasformazione radicale cui si è sottoposta per assomigliare il più possibile a Sabrina, protagonista in negativo di uno dei casi di cronaca nera più controversi della storia italiana. Per diventare Sabrina Misseri, Giulia ha ingrassato 22 chili, tagliato i capelli e tinto di nero la sua chioma bionda. La serie, che ha suscitato molte discussioni, è stata oggetto di una querelle con il Comune di Avetrana, tanto che per superare lo stop del tribunale è stato necessario eliminare il nome della cittadina pugliese dal titolo.
Dal 30 ottobre, la serie tv è online con il titolo "Qui non è Hollywood" e tra i protagonisti più applauditi c'è senza dubbio Giulia Perulli. La sua interpretazione di Sabrina Misseri, condannata all'ergastolo per aver ucciso la cugina Sarah Scazzi, è stata particolarmente apprezzata. La serie non si concentra sulle modalità del delitto di Avetrana, ma evoca l'evento per esplorare la psicologia dei protagonisti e denunciare il circo mediatico che specula sulle vittime.
Anna Ferzetti interpreta una giornalista che, per puro caso, si ritrova nel piccolo paese in provincia di Taranto e nota uno dei manifesti appesi con l'appello per cercare la 15enne scomparsa. La serie, che ha fatto il suo esordio su Disney+ con cinque giorni di ritardo, ha superato lo stop del tribunale grazie alla modifica del titolo.




