Operaio morto in cantiere Alta Velocità a Firenze: il ‘mai più’ che si ripete

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prima la notizia della morte, lo choc, il cordoglio, la rabbia, le dichiarazioni, le richieste, gli appelli a fermare questo stillicidio e poi gli scioperi. Una ripetizione quasi automatica, una rama tragicamente nota, se non fosse che nel mezzo c’è una vita in meno. Un essere umano che non torna a casa. Un futuro interrotto in un presente in cui le morti sul lavoro sono tragicamente divenute una costante.

Chi era Ayoub Abourabil

Fuori dal grande cancello della stazione Foster, in via Circondaria, tre operai marocchini raccontano che erano lì, a pochi passi dall’incidente, nel momento in cui è avvenuto. L’italiano lo parlano male, si esprimono spesso a gesti, simulano la rotazione della trave sorretta dalla gru: «È pesantissima e è pesante anche la catena», cui è attaccata. Poi si indicano il volto, per spiegare dove Ayoub è stato colpito, descrivono particolari drammatici: «Choc», ripetono più volte.

La vittima, Ayoub Abourabil, era un operaio specializzato di origine marocchina, dipendente del Consorzio Florentia, l’azienda appaltatrice impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze. Era un gruista esperto, conosciuto e stimato dai colleghi, iscritto alla Cisl da un paio d’anni.

Il fratello lo scopre in auto

«È morto, non ci posso credere. Perché il mio caro fratello? Perché lui?». Le urla di Ahmed sono interrotte dalle lacrime che scendono senza sosta. È stato appena informato della morte di suo fratello minore, Ayoub Abourabil, travolto da una trave di ferro nel cantiere dell’Alta Velocità a Firenze, in via Circondaria. Stenta a crederci, cerca consolazione nel suo datore di lavoro che lo accompagna in auto fino alle porte della maxi area dove sorgerà la stazione Foster.

La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle competenti autorità: secondo una prima ricostruzione, l’operaio si trovava sul rimorchio di un mezzo quando è stato travolto da una pesante trave in metallo che, durante una manovra, si sarebbe sganciata. Altri tre operai sono rimasti in stato di choc e sono stati portati in ospedale.

La ricostruzione e l’inchiesta

Il pm Alessandro Moffa ha aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo e posto sotto sequestro la gru e il camion. Sul posto sono intervenuti gli ispettori del lavoro della Asl, i vigili del fuoco e gli agenti della squadra mobile fiorentina. I primi accertamenti della polizia indicano che il cantiere era in regola, così come la posizione di tutti gli operai; i tecnici della Asl dovranno tuttavia accertare che sia stata rispettata ogni norma relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il cordoglio delle istituzioni e la rabbia dei sindacati

Rete Ferroviaria Italiana ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari dell’operaio del consorzio Florentia, azienda impegnata nella realizzazione della nuova stazione AV di Firenze, deceduto durante le attività di lavoro. Il Consorzio Florentia ha dal canto suo manifestato «profondo cordoglio per la scomparsa del collega». La sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani si sono recati sul posto. «È una tragedia che colpisce tutta la città», ha detto Funaro.

«Si è trattato di un grave incidente che colpisce profondamente e che stimola a mettere ulteriormente tutto l’impegno necessario perché tutto questo non accada più», ha dichiarato il governatore.

Lo sciopero e le richieste di sicurezza

Cgil, Cisl, Uil Firenze e le categorie Fillea, Filca e Feneal Firenze hanno proclamato un’ora di sciopero provinciale del settore edile per lunedì, con un presidio davanti al cantiere di via Circondaria. «Esprimiamo dolore, rabbia e indignazione. Chiediamo che sia fatta chiarezza. Non è più tollerabile che si continui a morire lavorando. La sicurezza deve essere una priorità assoluta, non un costo da comprimere o un ostacolo ai tempi di realizzazione delle opere», hanno dichiarato i sindacati.

L’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima: «Il lavoro deve essere per ogni uomo fonte di dignità, di sostentamento e deve dare vita, mai la morte».

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