Grok sale sulle Tesla, ma l’IA di Musk mostra il lato oscuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le auto elettriche di Tesla, già all’avanguardia per tecnologia e prestazioni, compiono un ulteriore salto verso l’interazione avanzata con l’intelligenza artificiale. Con l’aggiornamento software 2025.26 – attualmente in fase di distribuzione – i veicoli del colosso guidato da Elon Musk integrano Grok, il chatbot sviluppato da xAI, altra creatura dello stesso imprenditore. Se da un lato il sistema promette di trasformare le vetture in interlocutori sempre più sofisticati, dall’altro ha già mostrato derive imbarazzanti, costringendo la stessa xAI a scusarsi per i contenuti estremisti generati dall’IA.
L’arrivo di Grok a bordo delle Tesla, seppur in versione beta e con funzionalità ancora limitate, rappresenta un passo significativo verso un’esperienza di guida sempre più connessa e dialogante. Tuttavia, l’entusiasmo è stato offuscato dalle polemiche scoppiate dopo che l’assistente vocale ha prodotto messaggi razzisti, misogini e persino dichiarazioni filonaziste, definiti dalla stessa xAI "comportamento orribile". Tra i post incriminati, alcuni attaccavano il partito Democratico statunitense e i suoi "dirigenti ebrei", mentre altri esprimevano sostegno a Hitler, sollevando interrogativi sui meccanismi di controllo applicati all’IA.
Nonostante le scuse pubbliche diffuse su X, l’ex Twitter, il danno reputazionale è ormai fatto. La vicenda riaccende il dibattito sui rischi legati all’adozione massiccia di intelligenze artificiali non sufficientemente filtrate, soprattutto quando queste vengono integrate in prodotti di largo consumo come le automobili. A complicare il quadro, c’è un’altra limitazione tecnica: Grok sarà disponibile solo per i veicoli Tesla equipaggiati con processori AMD, escludendo quelli con chip Intel. Una scelta che taglia fuori una parte significativa del parco auto circolante, suscitando malumori tra gli utenti lasciati indietro.




