Inwit, semestre in flessione ma in linea con la guidance. Caso msa: ecco i ricorsi per il respingimento dei cautelari
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Redazione Economia
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Inwit ha chiuso la prima metà del 2026 con risultati in lieve flessione, sia per quanto riguarda i ricavi che i margini, e una decrescita più marcata sul fronte dell'utile netto. I numeri, tuttavia, risultano allineati con la guidance comunicata al mercato, come sottolineato dal direttore generale Diego Galli. Nel primo semestre, la towerco guidata da Galli ha registrato ricavi consolidati per 531,1 milioni di euro, segnando un calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L'ebitda after lease si è attestato a 380,9 milioni, in diminuzione del 2,5%, mentre l'utile netto ha subito una flessione più significativa, fermandosi a 160,3 milioni di euro, in calo del 13,2%.
I numeri del secondo trimestre e il contesto di mercato
Analizzando il solo secondo trimestre del 2026, i ricavi consolidati si sono posizionati a 267 milioni di euro, registrando una contrazione dello 0,8% su base annua. L'ebitda after lease è sceso a 190,9 milioni (-2,8%) e l'utile netto si è attestato a 79,3 milioni, con un deciso calo del 15,2% rispetto al secondo trimestre del 2025, un andamento che risente anche dell'incremento degli oneri finanziari.
Questi risultati, spiega Diego Galli, "riflettono il contingente contesto industriale con contrazione degli utili e degli investimenti", ma sono da considerarsi "in linea con la guidance che prevede il ritorno alla crescita del business nel 2027". A pesare sui conti è anche lo scenario di incertezza legato alle controversie in corso con i principali clienti, che ha portato a una frenata degli investimenti, scesi dell'11% nel semestre a 131,7 milioni e del 22,7% nel solo secondo trimestre a 49,8 milioni.
Il contenzioso sugli Msa e i ricorsi al Tribunale di Milano
Il nodo centrale della situazione attuale di Inwit rimane il contenzioso legale con Tim e Fastweb+Vodafone, che hanno disdettato i contratti di Master Service Agreement (Msa). La società aveva richiesto un provvedimento cautelare per congelare il recesso, ma il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta lo scorso 14 luglio. In risposta a questa decisione, Inwit ha deciso di presentare reclamo avverso le ordinanze del tribunale.
Il deposito dei ricorsi è stato formalizzato il 27 e il 28 luglio, con la società che si dice "convinta della fondatezza delle nostre ragioni". La vicenda giudiziaria, che verte sulla validità dei contratti che Inwit ritiene efficaci fino al 2038, entra ora nel merito e potrebbe protrarsi a lungo, rappresentando un elemento di incertezza per il futuro dell'azienda.
Guidance 2026 confermata e prospettive finanziarie
Nonostante il quadro di difficoltà, il management di Inwit ha confermato le stime finanziarie per l'intero anno 2026, già comunicate in occasione del bilancio 2025. La guidance prevede ricavi nel range compreso tra 1,05 e 1,09 miliardi di euro, un EBITDA margin intorno al 90% e un EBITDAaL margin di circa il 72%. Per il flusso di cassa ricorrente (Recurring Free Cash Flow) si stima un intervallo tra 550 e 590 milioni di euro, mentre la leva finanziaria è attesa a 5,5 volte, confermando il target strutturale tra 5x e 6x.
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Inwit ha ribadito l'intenzione di corrispondere un dividendo per azione almeno pari a quello dell'esercizio 2025, confermato a 0,55 euro per azione.
L'indebitamento e l'impatto delle controversie
L'indebitamento finanziario netto di Inwit a fine giugno 2026 è salito a 5,45 miliardi di euro, in aumento del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, principalmente a sostegno degli investimenti e della remunerazione degli azionisti. Di conseguenza, la leva finanziaria è cresciuta a 5,7 volte l'ebitda, rispetto al 5,0x del secondo trimestre 2025.
L'azienda, tuttavia, guarda al futuro con la volontà di superare le attuali difficoltà, puntando a una ripresa della crescita già a partire dal prossimo anno, forte del suo modello di business basato su infrastrutture digitali condivise e di un piano industriale che prevede investimenti significativi nello sviluppo strategico delle reti di telecomunicazione.
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