DoValue, Equita e Mediobanca tagliano il target price. Il titolo crolla in Borsa dopo i conti semestrali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari si è rivelata particolarmente complessa per doValue, la società attiva nel settore degli NPL e dell'asset management alternativo, che ha visto il proprio titolo subire una flessione significativa in seguito alla pubblicazione dei risultati del primo semestre del 2026.

Gli analisti di Equita e Mediobanca hanno rivisto al ribasso le proprie valutazioni sul titolo, pur mantenendo invariate le rispettive raccomandazioni, in un contesto di mercato che ha penalizzato il gruppo a causa di una redditività in calo e di alcune criticità operative segnalate nel corso della presentazione dei conti.

Le nuove valutazioni degli analisti

Equita ha abbassato il target price su doValue a 2,2 euro per azione, riducendolo dai precedenti 2,7 euro, e ha confermato la raccomandazione "Hold". La decisione arriva dopo che dalla conference call è emerso un quadro caratterizzato da un calo dei ricavi in Italia, attribuito a un minore collection rate, sceso al 3% nel primo semestre del 2026 rispetto al 3,4% del medesimo periodo dell'anno precedente.

Gli analisti ritengono che per un eventuale cambiamento di prospettiva siano necessari segnali di stabilizzazione sul business servicing ex-coeo e una maggiore visibilità sulla generazione di cassa, con l'attenzione puntata sulle attese di incremento dei recuperi e su alcune secondary sales previste per il secondo semestre in Italia e Grecia, che potrebbero beneficiare anche dei recenti chiarimenti normativi in Grecia.

Parallelamente, anche Mediobanca ha provveduto a rivedere il prezzo obiettivo, portandolo a 2,65 euro per azione rispetto ai precedenti 3,40 euro, confermando però il rating "Outperform". Gli analisti della banca hanno osservato come il secondo trimestre non abbia registrato il miglioramento sequenziale sperato in Italia, nonostante la solida performance di coeo e i segnali di ripresa provenienti dalla Grecia.

Dopo due trimestri consecutivi di risultati giudicati deludenti, gli esperti ipotizzano che il calo della redditività in Italia possa essere almeno in parte di natura strutturale. La conferma del giudizio positivo, nonostante il taglio del target, è giustificata dal fatto che il titolo, dopo la recente debolezza, viene scambiato a un multiplo inferiore a 5 volte l'EBITDA previsto per il 2027, con un free cash flow che dovrebbe avvicinarsi ai 100 milioni di euro nel medio termine.

L'impatto dei conti semestrali sul titolo

La reazione del mercato è stata immediata e violenta, con il titolo doValue che ha registrato un crollo fino al 17% nella giornata di giovedì 6 agosto, risultando il peggior titolo dell'intero indice FTSE Italia All-Share. A pesare sul sentiment degli investitori è stato principalmente il risultato netto del primo semestre, che ha evidenziato una perdita di 21,6 milioni di euro, un forte peggioramento rispetto alla perdita di 4,1 milioni dello stesso periodo del 2025.

La perdita è in gran parte attribuibile a costi non ricorrenti legati all'acquisizione e all'integrazione di coeo, inclusi oneri per il personale e spese di transazione, ma anche l'utile netto ricorrente ha subito una contrazione drastica, riducendosi di circa l'82% a 2,2 milioni di euro. A ciò si aggiunge l'impennata dell'indebitamento finanziario netto, quasi raddoppiato a 855 milioni di euro, con un rapporto leva finanziaria salito a 3,1 volte l'EBITDA.

Nonostante i dati negativi, il gruppo ha confermato la guidance per l'intero esercizio 2026, che prevede un EBITDA pro-forma di circa 300 milioni di euro e un free cash flow di 90 milioni di euro per il perimetro doValue. La conferma è però condizionata al mantenimento di una solida performance di coeo nella seconda metà dell'anno e all'attuazione di misure di riduzione dei costi in un contesto di servizio NPL meno favorevole.

Nel secondo trimestre, i ricavi lordi sono aumentati del 30% su base annua, raggiungendo i 181 milioni di euro, grazie soprattutto al primo consolidamento completo di coeo, mentre l'EBITDA adjusted è cresciuto del 21% a 58 milioni di euro. Il gruppo sta inoltre implementando un piano di automazione, come in Germania dove l'automazione ha raggiunto il 77%, e ha completato alcune uscite di personale tra giugno e luglio per migliorare l'efficienza operativa.

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