Stasera tutto è possibile, il varietà che non ha regole e punta tutto sulla leggerezza: nella quarta puntata il tema è “STEP in fiore”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È la primavera, o almeno sta per esserlo, a dettare l’atmosfera della quarta puntata di Stasera tutto è possibile, il programma che Stefano De Martino conduce su Rai 2 ormai da diverse stagioni e che, stasera, mercoledì 25 marzo 2026, tornerà a occupare la fascia preserale con il suo consueto mix, fatto di improvvisazione e una comicità che spesso si regge sull’equilibrio sottile tra gesto studiato e imprevisto. L’appuntamento, in onda a partire dalle 21.20, segna il quarto episodio del nuovo ciclo e porta con sé un Titolo, “STEP in fiore”, che funge già da dichiarazione d’intenti: non solo un tema visivo, ma un filo conduttore capace di attraversare le prove, i momenti di intrattenimento puro e quegli intermezzi – talvolta i più riusciti – in cui la macchina del varietà sembra lasciare spazio alla casualità. A produrre il format, realizzato dalla Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Endemol Shine Italy, si continua a puntare sulla formula collaudata di un gioco senza punteggi, senza una classifica finale, e senza quella tensione che altrove diventa meccanismo narrativo. Qui, invece, è proprio l’assenza di regole fisse a costituire la regola principale, e la serata si costruisce attorno a un gruppo di ospiti che accettano di mettersi in discussione, spesso in balìa di un conduttore che fa dell’ironia sorniona il suo tratto distintivo.

Un cast di volti noti tra tradizione comica e sorprese sul palco

La lista dei partecipanti per questo quarto appuntamento, dedicato al tema primaverile, è variegata e mescola nomi storici della comicità napoletana ad altri provenienti da percorsi televisivi più recenti. Sul palco saliranno Francesco Paolantoni, la cui presenza è ormai una costante in questo tipo di serate, e Herbert Ballerina, che porta con sé un immaginario surreale costruito negli anni tra teatro e cabaret; accanto a loro, Giovanni Espositoattore capace di muoversi con disinvoltura tra dramma e farsa – e Peppe Iodice, altro volto noto della scuola comica partenopea. A completare il quadro, Andrea Delogu, Flora Canto, Carmen Di Pietro e Vincenzo Albano. Un assortimento, quest’ultimo, che mischia personalità televisive di lungo corso ad altre più legate al mondo dello spettacolo leggero, e che promette di alimentare quelle dinamiche tipiche del programma, dove il confine tra esibizione e improvvisazione si assottiglia progressivamente. Da segnalare, nelle pieghe della messa in onda, un’assenza che in molti avevano notato già nelle settimane precedenti: Biagio Izzo, impegnato in una tournée teatrale, non sarà presente, e la sua mancanza – spesso elemento aggregante nei momenti corali – lascia un vuoto che la produzione prova a colmare affidandosi all’energia di un gruppo numericamente nutrito.

Giochi iconici e assenza di gerarchie: la formula che tiene insieme la serata

L’architettura di *Stasera tutto è possibile* si regge da sempre su alcuni pilastri ben riconoscibili, tra cui i giochi diventati ormai un marchio di fabbrica: prove di abilità spesso surreali, siparietti in cui gli ospiti vengono messi alla prova da De Martino con quella che sembra una leggerezza di fondo, ma che cela una precisa regia degli imprevisti. In questa puntata, il tema floreale e primaverile farà da collante tra i vari segmenti, colorando le scenografie e probabilmente ispirando anche le prove più bizzarre, quelle in cui il conduttore – e di fatto anche arbitro della serata – lascia che siano gli stessi concorrenti a crearsi le trappole da soli. Non ci sono vincitori né vinti, si ripete spesso in trasmissione, e questa mancanza di posta in gioco finisce per diventare il vero motore del divertimento: l’assenza di una classifica da rispettare permette agli ospiti di abbandonarsi a scatti di autentica comicità, spesso involontaria, senza la pressione di dover risultare brillanti a tutti i costi. De Martino, dal canto suo, guida la nave con il suo stile fatto di battute che nascono all’istante e di un controllo sottile della dinamica scenica, capace di trasformare un momento potenzialmente piatto in un meccanismo comico efficace.

L’eco di Sanremo e il peso delle pagelle nei racconti della stampa

A margine della messa in onda, come accade regolarmente per i programmi di punta della seconda rete, l’attenzione dei media si concentra spesso sulle cosiddette pagelle, ovvero quei giudizi estemporanei che giornali e portali specializzati assegnano ai protagonisti della serata. In questo caso, alcune anticipazioni giornalistiche hanno già provato a stilare una sorta di classifica ideale: a De Martino viene attribuito un riconoscimento per la sua conduzione, con il dettaglio – emerso tra le righe – di una presa di distanza ironica dall’ipotesi Sanremo, quasi a voler ribadire, con una battuta, che il suo terreno resta un altro. Ad Andrea Delogu, tra gli ospiti, viene riconosciuta una certa capacità di tenere la scena, mentre a Giovanni Esposito viene dato il massimo dei voti per un rendimento ritenuto superiore alla media. Si tratta, evidentemente, di letture a posteriori, spesso influenzate più dalle attese che dallo svolgersi effettivo della trasmissione, ma che testimoniano come il programma sia ormai entrato in un circuito di discussione pubblica in cui ogni minima variazione – un’assenza, un cambio di registro, una battuta riuscita – diventa materia di analisi. E in questo senso, l’assenza di Izzo, più che un problema, è diventata una variabile ulteriore nel racconto della serata, un elemento di rottura rispetto alla consuetudine che inevitabilmente condiziona le dinamiche di gruppo.

Un comedy show senza ambizioni di classifica, ma con una struttura precisa

Quel che resta, al di là dei nomi e delle valutazioni che seguiranno alla messa in onda, è l’identità di un programma che da anni ha scelto di non inseguire il meccanismo del talent o del game show tradizionale. *Stasera tutto è possibile* si muove su un terreno ibrido, in cui il varietà classico incontra il cabaret e l’improvvisazione teatrale, e lo fa senza mai cedere alla tentazione di introdurre elementi di competizione. La vera posta in gioco, semmai, è tutta nell’effetto che la serata riesce a produrre sul pubblico in sala e su quello da casa, e in questo senso la scelta di temi come “STEP in fiore” – per quanto evocativa – serve più come pretesto per dare un’unità estetica alla puntata che come reale struttura narrativa. De Martino, ormai padrone di questo meccanismo, si muove con la sicurezza di chi conosce i tempi del suo show, alternando momenti di maggiore orchestrazione ad altri in cui lascia che siano gli ospiti a prendersi la scena, magari con il rischio di farla deragliare. Ed è proprio in quei momenti di potenziale caos, quando il copione sembra cedere il passo all’imprevisto, che il programma trova la sua cifra più riconoscibile.

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